Le abitudini da pandemia che resteranno nel post Covid-19

È oramai da marzo 2020 che il Covid-19 ha letteralmente sconvolto la vita delle persone, costringendo ciascuno di noi a reinventarsi e a cambiare le proprie abitudini, anche le più banali e scontate.

L’impatto della pandemia

Una situazione che ha messo gli individui di fronte a numerosi cambiamenti inaspettati. Chi non ricorda infatti le interminabili file all’ingresso dei supermercati, o la corsa per accaparrarsi l’ultimo pacco di farina e l’ultimo cubetto di lievito?

Sicuramente la peculiarità di questo evento è stata la sua totale pervasività, non soltanto a livello geografico, ma anche per quanto riguarda le ripercussioni su tutti i settori dell’economia. Sono cambiate le abitudini lavorative, familiari e di spesa in favore di nuove abitudini che, a quanto pare, resteranno radicate per molto tempo.

Mondo
Fonte: Pexels

Il nuovo binomio casa-ufficio

In mezzo alle tante incertezze di questo periodo storico, qualcosa di certo c’è: la pandemia ha rivoluzionato il modo di concepire il lavoro. Già a partire da marzo 2020 ha fatto il suo ingresso lo smart working, una realtà che, a differenza di alcuni paesi del Nord Europa, era ancora poco diffusa in Italia.

Lo smart working (“lavoro agile” in italiano) è una modalità di lavoro che può essere svolto da remoto per alcune ore o per l’intero orario previsto dal contratto. Il dipendente può decidere in autonomia dove e quando lavorare, previo accordo con la propria azienda.

smart working
Fonte: Pexels

Nonostante le numerose critiche rivolte a questa nuova prassi, lo smart working si è dimostrato una risorsa funzionale ed efficace nel periodo di lockdown.

I vantaggi di una modalità tanto recente quanto utile

Il “lavoro agile” ha permesso ai cittadini di continuare a svolgere le proprie attività occupazionali anche lontano dagli uffici. Inoltre, ha portato con sé tanti aspetti positivi, tra cui:

  • Un impatto ecofriendly in termini di riduzioni di emissioni di Co2;
  • Una maggiore autonomia del lavoratore: il lavoro agile rende il lavoratore autonomo al 100%, sempre nel rispetto delle direttive e delle deadlines. Un aspetto correlato a questo tema riguarda l’aumento della responsabilità e della produttività, che permettono di  mantenere standard di qualità del servizio alti anche in situazioni di emergenza come quella che ci siamo trovati a vivere;
  • Un equilibrio nella vita privata: se da un lato lo smart working potrebbe essere visto come un’invasione della vita quotidiana delle persone, dall’altro non ci si può esimere dal prendere in considerazione i numerosi vantaggi che questa modalità apporta alla vita domestica;
  • Un risparmio in termini di tempo e di denaro: restare al proprio domicilio per qualche mese ha permesso a lavoratori e studenti di far respirare i loro portafogli;
  • E infine un aumento dell’inclusione: lo smart working ha contributo a inserire nel mondo del lavoro persone con una disabilità che non gli avrebbe permesso di spostarsi con facilità per raggiungere un eventuale ufficio o sede aziendale.

Su questo tema un articolo del Corriere della Sera riporta:

“Per la maggioranza dei manager italiani non si tratterà di qualcosa di passeggero, ma sarà una soluzione destinata a rimanere. Secondo un’indagine condotta da Demia per conto di Hermes Consulting nel mese di aprile 2020, su un campione di 500 manager italiani, […] l’84% dei top manager intervistati crede che lo smart working diventerà una realtà stabile nel mondo del lavoro, insieme a un processo di aggiornamento sul piano della «cultura digitale».”

Smart working green
Fonte: Pexels

Il boom dell’e-Commerce

Anche prima dello scoppio della pandemia, l’e-commerce era una categoria in crescita grazie al costante processo di digitalizzazione, ma il vero boom si è verificato nel 2020.

A causa del lockdown, infatti, lo shopping nei centri commerciali e nel cuore delle città sembrava ormai un’utopia. Questo non ha però esaurito nel consumatore la voglia di togliersi qualche sfizio in termini di acquisti. Ed ecco allora che in Italia l’e-commerce in tempi di pandemia è decollato.

Secondo una ricerca pubblicata da SmartIus, questa modalità di commercio ha raggiunto nel mercato rivolto ai consumatori finali (il B2C) un giro d’affari totale di circa 30,6 miliardi di euro, di cui 7,2 miliardi provenienti dagli acquisti di servizi e 23,4 miliardi dall’acquisto di prodotti.

I settori con maggiori trend di crescita riguardano quello del food & grocery con un +56%, dell’arredamento e dell’home living con un +30%, e quello del fashion che ha registrato un +21%.

Trend e-commerce
Fonte: Smartius

In Italia i clienti dell’e-commerce sono già circa 20 milioni. Ciò dimostra che si tratta di una pratica crescente, non ancora consolidata ma che di certo è destinata a diventare un solido pilastro e fonte di profitto per tutte le imprese che decideranno di usufruirne.

Una nuova attenzione alla sostenibilità

Tra le tante abitudini che l’emergenza sanitaria ha modificato spicca anche quella di acquisto: il consumatore post-Covid ha un occhio di riguardo per la sostenibilità e il benessere collettivo. Secondo un’indagine condotta da LG, azienda leader nella produzione di elettrodomestici, con il supporto di GFK, gli italiani hanno imparato ad adottare comportamenti di acquisto più sostenibili e indirizzati nella maggior parte dei casi a:

  • Realizzare minori sprechi di acqua;
  • Ridurre l’uso di plastica;
  • Utilizzare elettrodomestici a basso consumo e a scarso impatto ambientale.

Relativamente a questo ultimo punto i consumatori si aspettano tanto anche dai brand: molti, infatti,  ritengono che le aziende al giorno d’oggi debbano sentirsi in dovere di adottare un approccio eco-sostenibile, per il bene del pianeta e di chi ci vive.

LG
Fonte: Edilportale

Tutto questo si traduce in abitudini di spesa differenti volte all’acquisto di prodotti che riportino, ad esempio, etichette di efficienza energetica nel caso di elettrodomestici o che certifichino origini biologiche e green per quanto riguarda invece i prodotti alimentari.

+6
Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp