Dietro le quinte del fenomeno baby influencer

La  macchina dell’influencer marketing è in continua ascesa, complice la pandemia. Gli influencer sono stati tra i media maggiormente chiamati in causa dai brand per la diffusione dei loro prodotti e delle loro comunicazioni. Il 60% degli utenti di Instagram afferma di aver scoperto nuovi prodotti o servizi proprio grazie a questo canale.

Instagram è diventato così interessante per le aziende che anche i brand di prodotti per bambini scelgono di investire nella piattaforma scegliendo baby influencer come testimonial. Alcuni baby influencer sono famosi perché presenti nell’account di un genitore, altri invece sono protagonisti assoluti dei propri account.

“I figli di”

Alla prima categoria appartengono soprattutto i figli di coppie famose come Leone Lucia Ferragni, l’erede biondissimo dei Ferragnez molto amato dai followers dei suoi genitori. A Leone sono dedicati numerosissimi account IG creati dai fan che condividono gli outfit e le foto del bambino insieme ai familiari.

Chiara Ferragni Leone
Chiara Ferragni con il piccolo Leone. Fonte: Getty Images

Mamma Ferragni, la IT Girl nonché una delle imprenditrici digitali più seguite al mondo, spesso lo veste con articoli dei suoi brand preferiti, tuttavia non sono ancora stati annunciati accordi commerciali o partnership pubblicitarie che prevedano la partecipazione del piccolo Leone.

Da pochi giorni Leone non è più l’unico pargolo in casa Ferragnez, il 23 Marzo infatti è arrivata Vittoria. La piccola è la nuova star nel mondo dei baby influencer soprattutto grazie agli outfit accuratamente selezionati, fotografati e pubblicati su Instagram.

Con la nascita di Vittoria infatti è stata lanciata la collezione baby del brand Chiara Ferragni, composta da tutine per neonati dai colori pastello in perfetto stile dell’influencer.

Chiara Ferragni Vittora
Chiara Ferragni e la piccola Vittoria. Fonte: Instagram @chiaraferragni

I nuovi prodotti new born non sono passati inosservati al grande pubblico del web a causa dei loro prezzi (dai 90€ in su), ciononostante alcuni sono già soldout.

Tra le baby celebrities figli di troviamo anche le gemelle figlie dell’influencer di moda Leandra Cohen che si prestano a diventare più cool della mamma, a loro è stato dedicato un account Instagram da quasi 2k followers: @leandradaughterslook.

Le baby celebrities

Nella seconda categoria troviamo i veri e propri baby influencer, quelli che fanno promozioni  di prodotti e servizi. Tra questi si distinguono le @clementstwins, due gemelle modelle che rappresentano a pieno la denominazione di baby influencer.

Clemenstwins Baby Influencer
Le @clementstwins. Fonte: Instagram

Un altro esempio sono tre bambini della famiglia californiana Wixom (@ministylehacker). Di solito sono i genitori, più spesso le madri, che seguono e gestiscono passo passo l’attività dei loro pargoli.

Tutto ebbe inizio con le mamme blogger

La genitorialità e il digitale hanno iniziato a coesistere qualche anno fa quando il blogging era agli albori. Le mamme, soprattutto dei primi figli, aprivano blog per raccontare e condividere le loro nuove esperienze. Le mamme blogger sono diventate poi un fenomeno molto seguito proprio per l’utilità dei loro contenuti.

Con l’arrivo di Instagram molte di loro hanno iniziato a scrivere sempre meno sui blog e a dedicarsi alla comunicazione più immediata del social network. Le immagini hanno sostituito i lunghi testi scritti e i loro baby boys & girls sono diventati protagonisti.

Dietro le quinte: il dilettantismo calibrato

Dietro i contenuti di promozione ci sono diversi e spesso complessi meccanismi di preparativi, necessari per fotografare la vita di un bambino. Crystal Abidin, l’antropologa che studia i comportamenti di influencer familiari, in questo articolo di The Atlantic fa un’analisi molto accurata del fenomeno.

Abidin afferma che “quando sono entrati in gioco i soldi, l’estetica visiva, il vocabolario e il processo di acquisizione”  l’approccio della genitorialità sui social media è cambiato completamente. Dalle sue ricerche è emerso che l’aspetto della quotidianità, ovvero la condivisione di momenti autentici e naturali  è una delle strategie più efficaci per costruire il “brand” di un bambino su Instagram.

L’antropologa nello stesso articolo spiega che i genitori spesso costruiscono una scena che appaia il più naturale possibile proprio perché i bambini possano essere sereni e a loro agio durante la creazione del contenuto. Nell’articolo si continua a leggere una spiegazione molto completa del fenomeno che riguarda il termine dilettantismo calibrato:

“un termine che Abidin ha chiamato “calibreted amauterism”, una scelta di contenuti che dice che siamo rilassati e stiamo improvvisando, rispetto all’estetica più “orientata al lusso” degli influencer adulti. Il dilettantismo calibrato, ha detto Abidin, rende gli account familiari e dei bambini più facilmente riconoscibili e quindi aumenta il coinvolgimento con i follower”.

La stragrande maggioranza dei genitori dei baby influencer afferma che l’attività dei loro figli non intacca la loro routine anzi la arricchisce di cose diverse tutte le volte.

Le leggi sui Baby Influencer

Esistono poche leggi che regolarizzano le attività dei bambini sul web, tra cui una legge francese ed una californiana. La Francia è il primo paese ad aver emanato pochi mesi fa una  legge europea per baby  influencer. Lo scopo della legge è quello di regolare la presenza dei bambini nelle piattaforme digitali e social, tutelando sia l’aspetto economico che quello d’immagine dei minori.

La legge californiana detta “Coogon Law”, emanata alla fine degli anni 30, in cui si parla di bambini nell’industria dell’intrattenimento, è stata ampliata nel 2018 anche all’advertising. La Coogon Law prevede che il 15% dei guadagni ottenuti dai bambini nell’industria dell’intrattenimento sia destinato a un fondo fiduciario.

Leggi Baby Influencer
Fonte: Pexels

In Italia non esiste una legge che regolarizzi della presenza di bambini nel mondo online, si può quindi fare riferimento alle norme che regolamentano la presenza di minori in attività commerciali culturali, sportive, di intrattenimento.

Quello dei baby influencer è un argomento particolarmente complesso dato che al suo interno si articolano questioni delicate come il diritto di immagine, il diritto alla prestazione, la cancellazione dei contenuti. Con l’approvazione della legge francese l’Europa ha raggiunto un ottimo punto di partenza per iniziare a comprendere l’importanza della regolamentazione nel mondo del web specialmente per soggetti “fragili” come i minori.

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