FOMO: la paura di perdersi qualcosa sfruttata dal marketing

FOMO, letteralmente dall’inglese “Fear of missing out”, ovvero paura di essere “tagliati fuori”, è quell’ansia spasmodica e compulsiva di perdersi opportunità di interazioni sociali, mediata tipicamente dal digitale.

Si verifica quando si è preoccupati di perdersi una notizia, un’informazione o un evento, ma anche quando si crede di essersi persi un’esperienza. Quest’ansia sociale è aumentata con lo sviluppo delle piattaforme social, facendo crescere negli utenti utilizzatori la paura di perdersi parte del chiacchiericcio fatto di video, articoli e notizie.

FOMO e No.mo.Fobia

Ecco che qui entra in gioco la No.mo.Fobia (No Mobile Fobia), ovvero la paura rimanere senza smartphone o peggio, senza connessione internet.

No.Mo.Fobia
No.Mo.Fobia, la paura di restare senza smartphone. Fonte: centropsy.it

Analizzando i dati, uno studio della University of Essex ha dichiarato che il 70% dei millennial prova FOMO quotidianamente. Questa percentuale così elevata è da ricondurre alla natura della vita sociale dei millennials. Ragazzi over connessi, che vivono le loro esperienze come se lo smartphone fosse un prolungamento del loro arto superiore. Questo non fa altro che provocare FOMO nella parte di utenti che vede i contenuti degli amici dai quali è stato escluso.

La Fomo nel marketing

Abbiamo visto come le persone più inclini a provare FOMO siano i millennials, ovvero la categoria di utenti che utilizza le piattaforme sociali con più frequenza.

La FOMO oggi è stata vista come opportunità da sfruttare anche da parte di piattaforme, siti e brand, come vera e propria tecnica di neuromarketing. Pensiamo alla campanella di YouTube che ci permette di non perderci l’ultimo video nel nostro Youtuber preferito, ma anche alle mille call to action che ci spingono a compiere un’azione prima di perderne l’occasione.

Alcuni esempi di FOMO marketing

  • Offerta a tempo: Amazon, in occasione del Black Friday e altre occasioni, propone dei countdown, che non servono ad altro se non aumentare l’ansia di perdersi l’offerta;

    Offerta lampo
    Offerta lampo su Amazon. Fonte: optinmonster.com
  • Aumentare la competizione: “altri 42 stanno visualizzando questa offerta”. L’obiettivo è quello di far acquistare prima di altri, aumentando la competizione tra utenti;

    Altri utenti stanno guardando l'offerta
    Fonte: optinmonster.com
  • Disponibilità limitata: “a queste condizioni c’è una sola disponibilità”, elemento spesso in rosso;

    Solo una disponibilità a queste condizioni
    Solo una disponibilità a queste condizioni. Fonte: booking.com
  • Qualcun altro ha appena acquistato: spingere a fare la stessa scelta, evidentemente giusta, dato che appena fatta da altri.

    Appena comprto
    Un utente ha appena acquistato. Fonte: optinmonster.com

Il caso Clubhouse

Ma se le persone che sono ad alto rischio FOMO utilizzano i social media con molta più frequenza, gli addetti ai lavori ne sono esclusi? Certo che no.

Pensiamo alla recente uscita di Clubhouse e la relativa FOMO da esso generata. Tutti, addetti ai lavori compresi, sono corsi a scaricare l’app, e l’esclusività dettata dalla metodologia di iscrizione solo tramite invito stabilita dalla piattaforma non ha fatto altro che aumentare il desiderio di non perdersi l’opportunità di fare parte di una nicchia.

Ora pensiamo a chi non ha ricevuto inviti, e/o ha un dispositivo Android, che non può scaricare l’app. Pensiamo a come questi utenti possano essersi sentiti “tagliati fuori”, da un sistema elitario che non li ha voluti, o peggio, non gli ha permesso di rimanere al passo con l’ultima news.

Clubhouse
Clubhouse e la FOMO causata dal sentirsi esclusi. Fonte: agi.it

Concludendo, si può affermare che le tecniche del FOMO marketing si possono trovare ovunque. Una questione da affrontare è però l’etica del suo utilizzo, per preservare la salute mentale del singolo individuo.

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