Functional food, successi e fallimenti del trend alimentare

A metà tra operazioni di marketing e scelte salutari, i cibi funzionali iniziano ad essere sempre più presenti sulle tavole degli italiani.

Secondo lo studio Global Health and Ingredient-Sentiment condotto da Nielsen, molti carrelli e frigoriferi contengono cibi funzionali e, guardando bene, è possibile trovarne almeno uno all’interno di qualsiasi dispensa.

Ma cosa sono questi cibi?

Secondo Treccani i functional food sono:

“Alimenti, perlopiù geneticamente modificati, che soddisfano i bisogni di una sana alimentazione, favorendo il benessere dell’organismo e contrastandone i processi degenerativi.”

In altre parole si possono definire come quegli alimenti che, in aggiunta alle proprietà nutrizionali di base, hanno la capacità di incidere positivamente sul corpo umano e sulle sue funzioni.

Functional food
Cibo e salute. Fonte: medium.com

Il termine, così come il relativo trend, nasce in Giappone alla fine degli anni ’80 per far fronte ad una spesa sanitaria in continua crescita.

Questa tendenza si è diffusa rapidamente e, come riporta una ricerca di Industrie Alimentari pubblicata su Research Gate, i mercati che ad oggi risultano più importanti e dinamici in termini di valore economico relativo ai cibi funzionali sono, oltre al Giappone, gli Stati Uniti e l’Europa.

I Functional Food più famosi

Basta un giro veloce tra gli scaffali per individuare i cibi funzionali più noti: dai latticini agli alimenti arricchiti di omega3 o yogurt, con l’aggiunta di probiotici, ma anche merende, snack e bevande con funzioni che dovrebbero prevenire il malessere.

Il trend di questa tipologia di cibi si sta via via espandendo, al punto che è possibile trovare functional food anche nel reparto dedicato agli animali domestici.

Danone e il grande successo di Actimel

Actimel Danone
Actimel Danone. Fonte: actimel.it

Actimel, un incrocio tra latte e yogurt contenuto nella mitica confezione bianca, si presenta così:

“Actimel è una piccola bottiglietta ma con una grande forza dentro! Un latte fermentato che contiene le Vitamine B6 & D che aiutano ogni giorno il tuo sistema immunitario, e 20 miliardi di Probiotico L.casei Danone. Cosi sei pronto a goderti la tua giornata.

Questo prodotto rappresenta un grande successo per il gruppo Danone ma non è il solo: basti pensare ad Activia con il bifidus actiregularis, oppure a Danacol e la sua capacità di ridurre il colesterolo.

Alixir: il flop del gruppo Barilla

Alixir era un brand nato dal gruppo Barilla che si proponeva come “il segreto di vivere al meglio”, eppure per la multinazionale di pasta italiana ha rappresentato uno dei più grandi fallimenti.

Linea Alixir Barilla
Gamma Alixir Barilla. Fonte: creativepool

Presentato come elisir di lunga vita destinato ad una clientela medio alta, Alixir è stato però ben presto ritirato dagli scaffali. Il packaging nero voleva trasmettere un senso di esclusività e lusso, ma sembra che quella nicchia a cui la casa emiliana ambiva non abbia risposto come sperato.

Nestlé e l’exploit di Nesquik

Nesquik, grazie allo slogan “Col sapor di cioccolato rende il latte prelibato” è l’eccellenza del cacao per latte. Sul sito si legge:

Nesquik completa i benefici del latte perché unisce al gusto unico di sempre una selezione di vitamine e minerali.

Il brand, emblema della colazione di molti italiani, che ha fatto innamorare tramite le sue campagne negli anni ’80, si conferma uno dei maggiori successi di Nestlé.

Selenella: la patata al selenio

Il nome Selenella dichiara tutto ciò che occorre sapere, è la patata al selenio per eccellenza. Il brand dimostra tramite i suoi spot quanto sia attento alla produzione dell’alimento e ai valori della terra, per far diventare Selenella “un tesoro di patata”.

Selenella oggi possiede un’ampia gamma di prodotti che vanno dalle patate rosé agli gnocchi, nati dall’incontro con Patamore.

Cobranding Selenella Patamore
Gnocchi cobranding Selenella Patamore. Fonte: selenella.it

La nascita delle tendenze alimentari

È utile ricordare che queste tipologie di cibi si sviluppano in parallelo alla trasformazione del concetto di salute. Sembra che gli italiani subiscano meno il fascino di determinati cibi, avendo ben radicato come modello alimentare la dieta mediterranea, che già di per sé trasmette un’idea di naturalità del cibo.

Ma è sufficiente pensare a tutti i trend che le aziende del food hanno cavalcato negli ultimi anni sfruttando, a metà tra scienza e marketing, la propensione a una vita più salutare:

  • Kamut;
  • Light;
  • Biologico;
  • Crociata contro alcuni cibi (es. olio di palma).

Considerando l’impatto psicologico che il marketing ha sui comportamenti d’acquisto, anche la sola presenza di un alimento funzionale nel carrello potrebbe far sentire già meglio il consumatore, massimizzando l’effetto promesso dai prodotti.

In questo senso, si può affermare che il rapporto tra marketing e scienza si rinforzi proprio “tra un boccone e l’altro”.

Per qualsiasi segnalazione relativa al contenuto dell’articolo, contattaci pure a [email protected] fornendo tutte le informazioni necessarie per risolvere tempestivamente la segnalazione.

Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp
Facebook
Advertising

Come individuare i giusti KPI per Facebook ADS

Impostare le campagne Facebook correttamente richiede preparazione e abilità affinché siano performanti, ma come valutare successivamente i dati raccolti per definire l’efficienza dei propri annunci?

Leggi »