Per sopravvivere alla crisi il negozio fisico deve trasformarsi

Il mondo del retail è in continua evoluzione e ciò è dovuto in buona parte alla rapida e sempre più diffusa digitalizzazione che, spinta dal Covid-19, caratterizza sempre più imprese.

In questo momento si parla soprattutto di come i negozi fisici potranno sopravvivere alla crisi causata dalla pandemia, ma la verità è che la loro sorte dipende da come riusciranno a fronteggiare la sfida posta da un consumatore nuovo e sempre più abituato agli acquisti online tramite e- commerce.

Nuovo consumatore

Come spiega Philippe de Passorio, Country Manager di Adyen Italia, la piattaforma che gestisce i pagamenti di brand globali come Spotify, eBay, Benetton, L’Oréal e Eataly:

Gli store devono cambiare, diventare una destinazione in grado di attirare i clienti con proposte di esperienze allettanti e innovative. Si tratta di un nuovo paradigma all’insegna dell’ibridazione fra i canali di vendita che si adatta molto bene alla situazione fluida di chiusure e riaperture che sta caratterizzando la curva della pandemia.”

Insomma, sembra proprio che la chiave per avere successo in questi tempi sia un modello in grado di unire il virtuale al reale, fornendo ai clienti soluzioni d’acquisto differenziate e integrate che siano di supporto le une alle altre.

Verso un approccio phygital

Oggi le aziende devono muoversi abbracciando un approccio di tipo phygital, che coniuga il mondo dell’online con quello dell’offline cercando di prendere gli aspetti migliori di ognuno, come l’immediatezza, l’immersione e la velocità, per creare una customer experience più completa e soddisfacente. La caratteristica principale di questo approccio è quindi la multicanalità.

Phygital

Tuttavia, nonostante oggi sia possibile comprare qualsiasi cosa tramite smartphone, buona parte delle persone preferisce ancora concludere l’acquisto in un negozio fisico e ciò rende chiaro quanto le interazioni interpersonali rimangano un elemento determinante nel processo di acquisto.

Come si evidenzia nello studio condotto da Adyen Italia, il 50% dei retailer a livello globale che ha adottato le soluzioni del commercio omnichannel ha registrato un flusso di transazioni costanti durante la pandemia, poiché gli acquirenti che erano abituati a comprare negli store hanno speso il 40 per cento in più quando sono passati all’online.

Possiamo quindi dire chiaramente che oggi la componente fisica e quella emotiva debbano necessariamente convivere, infatti nonostante in questi mesi ci sia stato un boom degli acquisti sul web la domanda di esperienze fisiche non è diminuita, anzi secondo il report è aumentata .

Un’ancora di salvezza: l’e-commerce

Secondo un sondaggio condotto da Boston Consulting Group ha mostrato che da maggio a giugno di quest’anno molti paesi fedeli all’uso del contante come Germania, Giappone e Italia hanno registrato una riduzione delle transazioni in cash di circa il 30%.

Card payments

Una delle conseguenze della pandemia è stata infatti l’aumento dei pagamenti digitali, che hanno spinto conseguentemente molti negozi fisici a dotarsi anche dell’ecommerce.

Sempre secondo il sondaggio, il 46% degli italiani che prima del lockdown preferiva le banconote per i propri acquisti adesso sceglie la carta o il contactless come metodo di pagamento, inoltre il 37% di questi dichiara che acquisterà sempre di più su Internet.

Si tratta di un trend che si rafforzerà inevitabilmente nel tempo, per cui bisogna necessariamente velocizzare e semplificare i processi di acquisto in rete.

L’experience negli store fisici

Se, come abbiamo detto, semplicità, velocità e sicurezza sono elementi fondamentali di cui tenere conto nelle vendite online, la cura dell’allestimento e dei dettagli risulta fondamentale per quanto riguarda i negozi fisici.

Tenendo a mente che buona parte delle persone preferisce concludere gli acquisti in negozio, l’esperienza acquisisce un ruolo fondamentale e diventa così uno dei driver principali del processo di acquisto.

I nuovi negozi

Vista la crescita inarrestabile dell’online che rimane però fortemente ancorata all’esperienza fisica, una delle possibili soluzioni risulta essere quella di far assomigliare sempre di più i negozi a degli show-room esperienziali.
A tal proposito la tecnologia può giocare un ruolo di supporto non indifferente: gli schermi interattivi, ad esempio, sono un’ottimo strumento tramite cui coinvolgere il cliente.

Uno shopping sempre più locale

Il consumatore in questo periodo è alla ricerca di sicurezze e ciò si traduce in una tendenza sempre maggiore a spendere nei negozi che già conosce o che era solito frequentare, nel territorio in cui vive, in epoca pre-Covid.

La crescente attenzione verso l’economia locale è sicuramente una delle cause di tale comportamento e ciò è dovuto principalmente alla pandemia che ha portato al lancio di diverse campagne pubblicitarie a sostegno della vendita di prodotti locali e legati al territorio di prossimità.

Questo aspetto si lega inevitabilmente a una maggiore tendenza a prediligere il consumo etico attento all’ambiente, alle materie prime e al lavoro impiegato per la produzione dei prodotti.

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