Il successo di Levi’s in ottica green: la rivoluzione sostenibile che regola l’intera filiera produttiva

È ormai evidente che le problematiche ambientali e lo sviluppo sostenibile sono diventate tendenze socio-culturali che non possono non essere prese in considerazione dalle grandi aziende.

Una di queste è l’iconica Levi’s, diventata famosa per quell’oggetto di culto che negli anni Cinquanta caratterizzò una gioventù ribelle: il Jeans. Non un jeans qualunque, ma l’intramontabile modello 501.

Jeans Levi's
Fonte: CNN Business

Un capo divenuto iconico grazie anche alla mitica figura di Andy Warhol e ad oggi, l’azienda continua a far parlare di sé, in un’ottica tuttavia diversa: la svolta green.

Una realtà allarmante: l’industria tessile

Questa nuova storia è determinata da una realtà allarmante: l’industria tessile che è una tra le più inquinanti al mondo, seconda dopo la realtà petrolifera. Il denim è uno dei tessuti che consuma il 35% della produzione mondiale di cotone e quindi un quantitativo d’acqua spropositato.

Tra sostanze chimiche e pesticidi poi, la lavorazione del denim ha un impattonegativo sull’ambiente. Un ulteriore problema riguarda la decisione di non utilizzare più diversi capi da parte dei consumatori, tra cui appunto capi denim.

Levis ideas
100+ Levis ideas. Fonte: Pinterest

Cosa succede allora?

Quei prodotti, diventati rifiuti tessili, finiscono nelle discariche e provocano enormi danni alla salute dell’uomo, degli animali e sull’ambiente.

Le strategie green

Torniamo a parlare di Levi’s e della sua rivoluzione sostenibile ed ecologica.

Non si può infatti non menzionare la strategia che ha implementato lungo tutta la filiera produttiva, la Waterless Strategy; grazie proprio ad essa, l’azienda si impegna a diminuire l’utilizzo di H2O nelle zone-stressed dove avviene circa l’80% della sua produzione. Attraverso le tecniche Waterless è stato raggiunto un risparmio di 3 miliardi circa di litri di acqua.

Su diverse collezioni sono state inoltre inserite, nella lavorazione dei capi, fibre che derivano da bottiglie riciclate o da canapa cotonizzata. Quest’ultima è un tipo di cotone eco-friendly che richiede molta meno acqua e pesticidi nel processo di crescita della pianta.

Waterless Strategy
Fonte: prod.levistrauss.levis.com

Da diverso tempo Levi’s ha inoltre aderito al progetto Screened Chemistry con il quale, durante il processo di lavorazione e rifinitura, il brand ha la possibilità di selezionare quelle che sono sostanze chimiche meno dannose e quindi più sicure per la realizzazione del tessuto.

Si può quindi analizzare tra le diverse alternative la modalità migliore di produzione green e avviarla poi per la fase di lavorazione. Levi’s ha deciso di rivolgere questo processo a tutti i suoi fornitori.

Screened Chemistry
Fonte: Hohenstein Group

A seguire non si può non menzionare l’iniziativa SecondHand di cui abbiamo parlato nel nostro articolo e che consigliamo caldamente di leggere. Il motivo di questa iniziativa è semplice: acquistare capi di seconda mano, second-hand, è una pratica che allunga il ciclo di vita di un prodotto ed aiuta a ridurre la percentuale annuale di rifiuti e di acqua.

Un impegno sostenibile garantito da partnership e nuove collezioni

Tra le diverse collezioni e collaborazioni che Levi’s segue per l’impegno green si possono trovare:

1) La partnership con RE/DONE che prende il nome di Authorized Vintage: consiste nel rivisitare e rinnovare i jeans Levi’s di collezioni passate.

Si utilizza il tessuto di jeans di seconda mano per creare prodotti moderni e vintage classici, con grande attenzione per i dettagli. Sono prodotti totalmente ecosostenibili con la caratterizzazione vintage, quindi dall’aspetto cool.

2) La collezione WellThread totalmente volta al riciclo; l’intera gamma di materiali utilizzati per questa capsule è totalmente riciclabile.

È stata definita come la collezione più sostenibile dell’intera azienda. Si ritorna al principio di circular economy dove il prodotto, utilizzato per diversi anni, potrà essere in seguito destinato alla realizzazione di un altro paio di jeans senza finire obbligatoriamente nelle discariche, aumentando cosi il proprio ciclo di vita.

Sostenibilità Levi's
Fonte: Roundsquare Collective

Da purpose ad azione

Levi’s è sicuramente un’azienda capace di applicare a pieno il concetto di brand activism progressista.

Ha captato l’importanza di una tematica di fondamentale interesse che non solo ha deciso di prendere e manifestare la sua posizione, ha in seguito applicato il suo modello di business e produzione per un totale impegno a favore della Corporate Social Responsability (CSR).

La narrazione che quotidianamente trasmette tramite i diversi canali social si rivolge con maggior attenzione soprattutto al target giovanile, Generation Z, tramite il canale Instagram.

Levi's
Levi’s con l’etichetta elettronica di Intel. Fonte: Pambianconews.

Per questo le grandi aziende non possono tirarsi indietro o rifiutare di vedere un problema di cosi grande importanza.

Levi’s è l’esempio perfetto dove in tutta la sua filiera produttiva viene lanciato un messaggio chiaro: non è tollerabile continuare a far finta di niente, è il momento di battersi per l’ambiente, a favore di un’economia sostenibile e del benessere del nostro pianeta. Sostenere l’ambiente non è più una scelta, ma un dovere.

 

+6
Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp