Lotta allo spreco alimentare: dalle startup alla GDO l’impegno delle aziende virtuose

Uno dei temi caldi degli ultimi anni e che sicuramente rappresenterà una priorità per le aziende virtuose nel nuovo decennio è la sostenibilità. L’impegno di queste aziende infatti è sempre più all’ordine del giorno, che si tratti di collezioni di grandi case di moda, di fast food, di packaging riciclabili o di retailer come IKEA, che ha fatto della sostenibilità un valore condiviso per sé e per il consumatore.

sostenibilità ambientale
Fonte: ISPI

Il concetto di sostenibilità è molto ampio e comprende, oltre a prodotti ecologici e imballaggi ridotti, un aspetto fondamentale e quotidiano per ogni individuo: la lotta allo spreco alimentare.

I numeri dello spreco alimentare in Italia

Il 5 febbraio si celebra la Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, istituita nel 2014 dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con la campagna Zero Spreco di Last Minute Market, con l’obiettivo di sensibilizzare le aziende e i cittadini sulla necessità di ridurre gli sprechi alimentari.

Secondo il report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, rilasciato in occasione della ricorrenza, gli italiani hanno sprecato nel 2020 “solo” 27 kg di cibo a testa. Anche se il numero sembra elevato, in realtà lo spreco dell’ultimo anno è stato dell’11.8% in meno rispetto al 2019.

spreco alimentare
Fonte: Caritas

La riduzione dell’ultimo anno è uno degli effetti positivi del lockdown, in cui le persone hanno imparato a comprare di meno utilizzando al meglio i cibi a disposizione.

Ma perché si spreca in casa? Tra le cause principali ci sono innanzitutto le dimenticanze: spesso non ci si ricorda degli alimenti che si hanno in frigo o in dispensa, finendo per arrivare a ridosso della scadenza. Alcuni ammettono anche di acquistare troppi prodotti o di calcolare male il cibo che serve alla famiglia.

Le iniziative a supporto della lotta allo spreco alimentare

Too Good To Go – L’app contro lo spreco alimentare

Too Good To Go è un’app che permette a bar, ristoranti, panetterie, supermercati di recuperare e vendere online a prezzi ribassati gli eccessi e gli invenduti di cibo troppo buono per essere sprecato.

Per fare ciò mette in vendita delle box di prodotti del giorno che non possono essere rivenduti il giorno seguente, che l’utente può prenotare e ritirare direttamente presso il rivenditore.

In Italia è presente in 20 città da nord a sud e conta circa 4.000 esercizi registrati e un milione di utenti.

Too good to go
Fonte: Scatti di gusto

Quest’anno l’app ha lanciato un Patto contro lo spreco alimentare, volto a creare un’alleanza tra aziende, supermercati e consumatori al fine di limitare gli sprechi e portare il tema all’attenzione di tutti. Fra le aziende che vi hanno aderito ritroviamo: Carrefour, IKEA, Peroni, Danone, Nestlé, Unilever, Naturasì e molte altre.

Tra i principali punti del Patto vi è l’Etichetta consapevole. Attraverso la dicitura “Spesso buono oltre”, i consumatori vengono invitati a verificare se i prodotti siano ancora utilizzabili dopo il termine minimo di conservazione, da non confondere con la data di scadenza (termine oltre il quale il prodotto potrebbe causare problemi al consumatore).

Etichetta consapevole
La “Passata di pomodoro dei consumatori”, che ha aderito all’iniziativa dell’etichetta consapevole | Fonte: greenme

Inoltre, Too Good To Go invita le aziende a sensibilizzare i propri dipendenti e clienti sul tema dello spreco, comunicando il proprio impegno e abbattendo gli sprechi interni delle mense aziendali.

“L’obiettivo del patto contro lo spreco alimentare è creare una rete virtuosa di attori che si impegnano a informare e sensibilizzare su una problematica che sta diventando sempre più importante, e a compiere azioni concrete per avere un impatto diretto.” –  Eugenio Sapora, Country Manager Italia di Too Good To Go

Il progetto “Buon Fine” di Coop

Coop è tra i protagonisti della distribuzione italiana e da anni è in prima linea per la lotta contro lo spreco alimentare.

Grazie al progetto Buon fine, che prevede la donazione solidale di merce, nel 2020 sono state distribuite ben 5000 tonnellate di derrate alimentari a centinaia di enti e associazioni in tutta Italia. Inoltre Coop ha ideato all’interno dei propri punti vendita l’iniziativa Mangiami subito, attraverso la quale è possibile comprare a metà prezzo i prodotti prossimi alla scadenza.

Buon Fine Coop
Fonte: Coop

Carrefour e Banco Alimentare

Da diversi anni Carrefour mette in campo numerose iniziative a sostegno della causa. Infatti, da oltre 10 anni collabora con Banco Alimentare per il recupero del cibo in eccedenza. Inoltre ha aderito all’iniziativa Milano contro gli sprechi, un progetto dell’hub di quartiere che ha l’obiettivo nobile di destinare il cibo in eccedenza agli indigenti sfruttando le reti locali dei quartieri.

La tecnologia a sostegno della lotta allo spreco alimentare

Non solo iniziative della GDO. Sono tante le startup nate con l’intento di rispondere a questa esigenza e semplificare la gestione delle eccedenze all’interno dei supermercati.

Un esempio è iThanks, un’app che si propone di ridurre gli sprechi alimentari nella grande distribuzione, digitalizzando e automatizzando il processo di controllo delle scadenze tramite lo smartphone. In un solo trimestre, i supermercati che la utilizzano hanno ridotto di circa il 50% lo spreco di cibo che avveniva proprio a causa delle scadenze.

Spreco alimentare
Fonte: Newtuscia

Il potenziale di simili iniziative cresce ogni giorno perché crescente è l’impegno non solo delle aziende, ma anche dei cittadini, che reduci dai mesi di lockdown sembrano essere molto più attenti alle tematiche ambientali e propensi ad adottare strategie di prevenzione dello spreco.

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