LVMH, in vendita i tessuti in eccesso di Dior e Vuitton

Il colosso del lusso si prepara a lanciare una piattaforma online per vendere tessuti e pelli inutilizzati nelle collezioni di accessori e abiti prêt-à-porter. Un presa di posizione di LVMH che rappresenta un momento cruciale per il fashion system e un’opportunità per i designer che utilizzano i deadstock come alternativa economica ed ecologica a tessuti di nuova produzione.

Economia circolare e alta moda

Il settore del fashion corre veloce e, negli anni, il periodo che intercorre tra il nuovo e l’obsoleto ha iniziato ad accorciarsi. Non tutti i materiali prodotti per le collezioni arrivano nelle boutique e vengono assorbiti dal mercato. Nel tempo, infatti, le rimanenze, chiamate deadstock, sono diventate un problema da dover gestire.

La startup americana Queen of Raw, marketplace per la vendita di deadstock, stima che i tessuti inutilizzati costino all’industria 120 miliardi di dollari l’anno. Un numero considerevole che, oltre alla questione ambientale, pone quella economica della quantità enorme di materiale che rimane inutilizzato. Come ha affermato la co-founder della startup  Stephanie Benedetto, oltre al danno per il pianeta questo è uno spreco insensato anche in un’ottica di profitto.

Queen of Raw
La founder di Queen of Raw in un magazzino di tessuti Fonte: Atlas of the Future

Oltre a LVMH

Qualcosa si sta muovendo nell’intero settore; il leader del reselling online TheRealReal sta per lanciare ReCollection, un programma in collaborazione con alcuni importanti nomi della moda per creare nuove collezioni dagli scarti di produzione. I primi 50 pezzi disponibili sono stati donati da Balenciaga, Dries Van Noten e Stella McCartney. Come dice Vanity Fair “gli scampoli ora sono deluxe” e la speranza è che questi designer possano innescare un significativo effetto a catena.

“Come designer penso che il miglior complimento per i tuoi design sia avere una nuova vita, questo per me è il vero lusso. Questo è un modo in cui l’industria può affrontare l’enorme problema dei rifiuti. Il mondo chiede a gran voce un cambiamento.” – Stella McCartney

Le iniziative di upcycling nella moda sono sempre più frequenti. La settimana scorsa, ad esempio, il noto marchio francese Jacquemus ha aperto a Parigi Les Fleurs, un pop up store per la vendita di mazzi di fiori. Ogni bouquet vale 30€ e viene consegnato avvolto in un tessuto delle collezioni precedenti del brand.

Jacquemus negozio
Fonte: Wondernet Magazine

Negli ultimi anni hanno fatto notizia i provvedimenti presi dalla Francia nella lotta contro lo spreco. La patria del fashion punta sulla sostenibilità e l’upcycling e la vendita di deadstock diventano alternative interessanti sempre più considerate da numerosi marchi.

In un momento in cui i termini moda e sostenibilità iniziano ad essere quasi sinonimi, LVMH si pone come forza trainante del settore, capace di fare da apripista verso iniziative sempre più circolari e sostenibili.

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