McDonald’s intraprende un nuovo cammino verso il gender balance e l’inclusione sociale

Molte aziende, dopo gli avvenimenti e le manifestazioni del “Black Lives Matter” scaturite in seguito all’uccisione di George Floyd, hanno deciso di promuovere nuove attività e nuovi progetti a sostegno delle comunità storicamente sotto-rappresentate e in generale di cause socialmente utili.

Dopo l’annuncio di Apple a inizio 2021 di voler concretizzare l’iniziativa Reji per combattere il razzismo sistemico, questa volta è il turno di McDonald’s che, attraverso un comunicato stampa del 18 Febbraio, ha annunciato di voler intraprendere un cammino alla conquista di una nuova leadership: quella del gender balance e dell’inclusione sociale.

Gli obiettivi da raggiungere

Il gigante del fast-food ha svelato infatti che saranno questi i nuovi obiettivi che l’azienda intende raggiungere entro il 2030: l’impegno sul fronte della parità di genere e del sostegno alle comunità sotto-rappresentate.

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Nel dettaglio, gli obiettivi che McDonald’s vuole raggiungere in termini di numeri già entro la fine del 2025 sono:

  •  Aumentare la presenza di persone appartenenti a gruppi sotto-rappresentati nei ruoli di leadership (Senior Director e superiori) passando da una percentuale del 29%, registrata alla fine del 2020, al 35%;
  • Aumentare la presenza femminile nei ruoli dirigenziali di Senior Director e superiori passando da una percentuale pari al 37% di fine 2020 al 45%.

In particolare, questo secondo obiettivo è parte di un più vasto progetto di strategia di genere iniziato nel 2019 al fine migliorare la presenza femminile a tutti i livelli dell’azienda entro il 2023, raggiungere la gender equality nell’avanzamento di carriera e sostenere l’impatto delle donne nel mondo del business. Nel comunicato stampa McDonald’s dichiara:

“I nostri valori sono la spina dorsale del nostro marchio e la forza trainante di ogni decisione che prendiamo. Si riflettono in ogni momento di benessere che creiamo. Ma c’è un valore – l’inclusione – che è così fondamentale, così centrale per ciò che siamo e ciò che aspiriamo a essere, che rende possibili tutti gli altri nostri valori.”

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Fonte: McDonald’s

Iniziativa o dovere?

Oltre alle necessità di dare un contributo alle grandi cause sociali che hanno impregnato questi mesi passati, McDonald’s ha anche colto questa occasione per difendersi dalle accuse di discriminazione di Herb Washington, ex giocatore di baseball divenuto il più importante franchisee afroamericano di McDonald’s.

L’ex giocatore infatti, proprietario di oltre 30 McDonald’s negli Stati Uniti, ha presentato un reclamo alla corte contro il colosso del fast-food, accusandolo di aver ostacolato i suoi affari prendendo decisioni in base al colore della pelle. In che modo? Ad esempio assegnando ai McDonald’s di Washington delle posizioni in aree meno remunerative della città.  Il reclamo di fronte alla corte cita:

“Uno store alla volta, McDonald’s continua a privare Mr. Washington dei frutti del suo lavoro di una vita.”

Herb Washington
Herb Washington, il più importante franchisee afroamericano di McDonald’s. Fonte: Google

Qualunque siano le ragioni che hanno spinto McDonald’s a intraprendere questo nuovo cammino, possiamo dire che ce la stia mettendo tutta. Oltre alle parole, l’azienda ha deciso di agire in modo concreto per adempiere alle promesse fatte incentivando i suoi dipendenti. Verranno infatti assegnati dei bonus annuali a chi ricopre dei ruoli esecutivi ai vertici dell’azienda in base alle capacità che hanno dimostrato nel contribuire al raggiungimento delle parità di genere e dell’inclusione sociale.

Il primo passo concreto

Proprio lo scorso novembre era stato assunto Reginald Miller nel ruolo di Chief Diversity and Inclusion Officer, cioè responsabile della diversità e dell’inclusione, con cui i vertici collaboreranno al fine di aumentare la presenza femminile e di persone di gruppi sotto-rappresentati nei ruoli dirigenziali. Con un messaggio rivolto ai propri dipendenti, il CEO di McDonald’s Chris Zempczinski afferma:

“Abbiamo sentito forte e chiaro che la diversità, l’equità e l’inclusione sono priorità per tutto il nostro team, dalle nostre squadre ai nostri dirigenti senior. Siamo seri nel ritenere noi stessi e i nostri leader responsabili di questi impegni fondamentali.”

Dobbiamo con pazienza aspettare qualche anno per vedere se McDonald’s riuscirà o meno a mantenere le promesse fatte; quello di cui possiamo essere certi è che il percorso che la catena di fast-food ha intrapreso non è semplice, ma ci aspettiamo grandi cose da questi colossi mondiali che più di tutti hanno in mano enormi responsabilità, ma anche potenti mezzi per produrre importanti cambiamenti.

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