Il mercato editoriale durante la pandemia: Intervista a BookBlister

L’editoria non è assolutamente un mondo sconosciuto, ci rapportiamo con essa ogni giorno, molte volte senza rendercene neanche conto: leggendo un libro, un foglio di giornale o soffermandoci su alcune pagine Instagram.

Il Covid-19 ha compromesso la crescita economica e la produzione di guadagni su diversi fronti, anche il mercato editoriale ne ha risentito. La pandemia non è stata leggera e la lettura, proprio per questo, è stata “danneggiata” da pensieri e preoccupazioni che erano e sono all’ordine del giorno. Editori e librai però non si sono fermati ed hanno deciso di applicare le poche risorse a loro disposizione per aiutare i lettori più accaniti e chiunque voglia avvicinarsi alla lettura.

Come? Scopriamolo insieme all’aiuto di Chiara Beretta Mazzotta (Editor, Giornalista pubblicista, Fondatrice dell’agenzia editoriale Beretta Mazzotta, EDDAY), meglio conosciuta come BookBlister.

Bookblister
Chiara Beretta Mazzotta
G: “Quanto ha inciso la pandemia sulle vendite di libri? Ha notato delle novità nell’atteggiamento dei lettori?”

B: “Non è stato facile per molti lettori leggere durante il 2020. Quando la realtà supera la fantasia, trovare la concentrazione per immergersi in una storia è complesso (forse è stato più facile per la saggistica: nei momenti difficili si va a caccia di risposte). Motivo per cui molti lettori hanno lamentato un calo della lettura. Allo stesso tempo, però, senza cinema, teatro, spettacoli e viaggi c’è stato più tempo per leggere e ascoltare (podcast e audiolibri sono formati in grande crescita). I librai, quelli bravi, si sono inventati di tutto un po’ non solo per arrivare dai clienti abituali ma anche per scovarne di nuovi.”

G: “Secondo i dati di Statista, nel primo quadrimestre di quest’anno gli utenti italiani che hanno acquistato libri in formato digitale sono aumentati del 7,9% rispetto all’anno scorso. Anche l’AIE, l’associazione italiana editori, segnala che a settembre si è registrato il primo mese positivo, con vendite in aumento dello 0,3%, sempre rispetto al 2019. Cosa ne pensa? Crede che questi dati positivi continueranno a crescere nel 2021?”

B: “Se chiudi le librerie, ai lettori non resta che l’ebook quel formato bistrattato e osteggiato da molti editori, e incompreso da altrettanti lettori. Per la prima volta nella mia vita ho visto lanci in digitale (l’autobiografia di Woody Allen, pubblicato da La nave di Teseo è uscita prima in ebook e poi in formato cartaceo) e comunicati stampa sulle novità in ebook. Il digitale però non è un’opportunità per chi vende libri fisici e li distribuisce. Non è conveniente. Detto in soldoni: i colossi guadagnano vendendo e distribuendo i libri di carta, con il digitale ci perdono e non lo valorizzeranno mai per questo; neppure i librai, perché sono esclusi dalla vendita. Non penso quindi che l’ebook farà grandi performance, penso che – dopo la carta – sarà sempre l’audio il formato delle meraviglie.”

G: “Come ha influito la pandemia sul declino dell’editoria fisica? Quali nuove opportunità si intravedono in questo settore come risposta alla crisi?”

B: “Chi era poco legato ad un luogo fisico, ha scoperto la comodità dell’acquisto online. Il declino è inevitabile se si intende la libreria come un negozio che vende i libri. Non servono le librerie per questo! Basta cliccare un tasto e ottenere il pacco tra le 12 e le 24 ore. Le librerie servono quando sono gestite da librai capaci, librai che sono una guida, un faro che permette di orientarti tra gli 80.000 titoli pubblicati ogni anno. La libreria è un posto dove stare bene, incontrare qualcuno con cui fare due chiacchiere, perdersi tra gli scaffali, frequentare dei corsi, ascoltare degli scrittori parlare del proprio lavoro, emozionarsi per una copia dedicata. Il punto è l’esperienza, non solo il prodotto. Se l’esperienza è mediocre, la libreria diventa un esercizio obsoleto.”

Chiara Beretta Mazotta

G: “Qual è la sua opinione sulla tendenza, sempre più diffusa nel nostro Paese, di avere le importanti testate giornalistiche nazionali nelle mani dei grandi gruppi finanziari ed economici italiani (Exor, Fininvest, ecc)? Questo conflitto d’interessi non rischia di minare la credibilità degli stessi organi d’informazione?”

B: “Certo, ma i guai sono a monte. Se i lettori sono in caduta libera e la pubblicità è un miraggio, finisce che devi lottare per un click e inserire marchette su marchette per far quadrare i conti. Il risultato? Cialtronaggine, titoli acchiappa lettori, rumors spacciati come notizie, pressapochismo. Fare il giornalista è ancora un mestiere? A guardare i compensi direi di no e la qualità del lavoro – tolti i pochi che, votati alla causa, continuano a fare egregiamente il proprio mestiere – rispecchia il valore che si attribuisce al ruolo del giornalista. Pertanto la credibilità degli organi di informazione è minata profondamente dalla pessima informazione. E i momenti di crisi sono il luminol: le “cattive notizie” saltano gli occhi. Per questo apprezzo sempre molto il lavoro de “Il Post” e “Valigia Blu”.

G: “Per sopravvivere al 2020 il mercato editoriale ha dovuto approcciare al mondo dell’e-commerce. Come è stato possibile per le piccole librerie sostenersi?”

B: “Più che approcciarsi ha pensato quanto sarebbe stato comodo averne uno! Aprire un e-commerce non significa avere una piattaforma in cui piazzare delle referenze. Significa ripensare in toto al processo di vendita e all’esperienza di acquisto del lettore (che è un cliente particolare). Significa abitare la rete con consapevolezza, saper usare i social, sapere costruire una community e sapere comunicare con essa. Oltre ai costi (che non sono irrisori) sono quindi necessarie moltissime competenze e non ci si improvvisa. Anche perché i competitor sono Amazon, Ibs, Mondadori… Le piccole librerie hanno puntato sui servizi. Sulle consegne a domicilio (anche grazie a Libri da Asporto, una bellissima iniziativa) e sono nati progetti come Bookdealer che punta a un e-commerce di qualità che valorizza il lavoro delle librerie e il ruolo del libraio. Una ottima idea che, però, temo parli solo ai lettori che già frequentano le librerie. Perché l’utente paga la consegna e a mio avviso lo fa solo se riconosce il valore del ruolo del libraio e delle librerie.”

G: “Qual è il futuro del retail e come si può far ritrovare l’interesse per lo spazio fisico, ad esempio, le librerie?”

B: “Dopo questi mesi, credo che organizzare eventi di qualità sarà un modo semplice ma efficace per riportare le persone dentro alle librerie. Incontri, feste, corsi, gruppi di lettura. Come ho già detto è una questione di esperienza. Esco di casa per comprare un libro, se nel luogo fisico trovo un valore aggiunto. Se mentre leggo posso bermi un buon caffè e magari nel frattempo mio figlio può fare un laboratorio o ascoltare qualcuno che gli legge un libro. La dinamica è sempre la stessa: se c’è un bisogno, cerco chi è in grado di soddisfarlo. Se nella libreria non accade alcunché di interessante, di utile, di piacevole, non ci vado. E la libreria chiude.”

Editoria
Fonte: lamescolanza
G: “Il digital prende sempre più piede e l’editoria sta cominciando a muoversi in questa direzione. Quali strategie di marketing si prevedono in vista di questo trend digitale?”

B: “Comincia a muoversi ma lo fa molto lentamente… così lentamente che pare ferma! Io di digital ne vedo poco. C’è chi crede che basti mettere un “giovane” ai social, fare qualche diretta Instagram e magari spedire il libro all’influencer del momento per essere innovativi. Per prima cosa servono persone competenti. Persone che conoscano “il mezzo” e che amino i libri che sono un prodotto particolare da vendere e comunicare. Le strategie le fanno alcuni autori-influencer che progettano campagne promozionali e sanno fare strategia perché i social li abitano davvero. Ma spero di sbagliarmi di grosso e di essere travolta da un’ondata digital!”

G: “Quali azioni si possono mettere in pratica nel mondo del digital, specialmente da parte di utenti e pagine che trattano anche di altro, come noi di smarTalks, per incentivare le persone alla lettura?”

B: “Prima di tutto si dovrebbe parlare di libri non solo quando si parla di libri! La lettura è sempre dentro mini-rubriche, spazi a sé che mi ricordano le riserve… In un testo si trovano milioni di idee, spunti, riflessioni e approfondimenti e ogni argomento può approdare a una storia, a un saggio, a un manuale a una raccolta poetica. Bisogna poi ricordare ai lettori non c’è solo la fiction, non ci sono solo le storie e la letteratura, esistono la saggistica e la manualistica, e sono un pianeta meraviglioso tutto da scoprire. Prima di investire in un corso, si può investire in un libro! Chi legge deve condividere entusiasmi, contenuti e qualità.”

Conclusioni

Possiamo dedurre da questa intervista a Chiara Beretta Mazzotta quanto possa essere importante il ruolo della lettura e quindi quello editoriale. La tecnologia ha invaso anche questo mondo dandoci la possibilità, tramite e-book e siti Web di rimanere intrecciati alla storia e alla letteratura, in un mondo ancora più semplice e moderno. Dopo questi mesi, organizzare eventi di qualità sarà un modo strategico ma brillante per riunire i lettori e verso negozi fisici che, nel loro, possono regalare valori aggiunti.

Tutto ciò che abbiamo vissuto e che ancora viviamo a causa Covid-19 non è alquanto semplice ma ci permette di stringere un rapporto ancora più forte con la lettura, immergendoci in un mondo che possiamo sentire nostro, distaccandosi, se solo per pochi minuti dalla realtà giornaliera. Non basta cercare la lettura solo nei libri, la lettura è ovunque e non sarà certo la pandemia a fermarla.

Per qualsiasi segnalazione relativa al contenuto dell’articolo, contattaci pure a [email protected] fornendo tutte le informazioni necessarie per risolvere tempestivamente la segnalazione.

Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp