Phubbing: il fenomeno sociale dove lo smartphone è il terzo incomodo

L’Enciclopedia Treccani definisce il neologismo phubbing come:

“L’azione, il fatto di trascurare il proprio interlocutore fisico per consultare spesso, in modo più o meno compulsivo, il cellulare o un altro dispositivo interattivo.”

Introdotto per la prima volta nel 2012 da Alex Haigh, fondatore del blog “Stop Phubbing”. Il termine, nato dall’unione delle due parole “phone” (telefono) e “snubbing” (essere ignorato), descrive quel preciso comportamento in cui il nostro interlocutore controlla il telefono molto spesso rispondendo a messaggi o leggendo le notifiche. Un fenomeno sociale che, secondo diversi studi condotti, pare possa erodere la qualità delle relazioni, soprattutto quelle di coppia.

 “Stop Phubbing”

Nel 2012 l’australiano Macquarie Dictionary avviò una campagna promozionale, ma anche sociale, per la pubblicazione della nuova edizione del dizionario di inglese/australiano che coinvolse numerosi studiosi e linguisti, impegnati tutti nel trovare un termine con cui si potesse indicare l’abitudine a isolarsi mediante l’utilizzo dello smartphone o altri dispositivi simili, anche in contesti e occasioni pubblici o in compagnia di altre persone. Nasce così il phubbing.

stop phubbing campaign
La campagna Stop Phubbing per sensibilizzare gli utenti a spegnere i dispositivi quando sono in compagnia. Fonte: stopphubbing.com

Il progetto consisteva nell’esortare gli utenti a segnalare sulle piattaforme social chiunque venisse beccato ad utilizzare lo smartphone mentre era in gruppo con gli amici o seduto ad un tavolo per una cena in compagnia. Tra i phubber smascherati allora ci furono anche personaggi famosi come Elton John, Jay Z e Victoria Beckham.

La campagna “Stop Phubbing“, realizzata con la collaborazione dell’agenzia McCann Melbourne, è stata discussa in oltre 180 paesi, con oltre 435 milioni di impressions.

#NoGhost, la rivoluzionaria campagna Apple

“Vogliamo che il nostro prodotto aumenti e migliori le connessioni umane, non le distrugga. Per quanto desideriamo che i consumatori utilizzino e amino i nostri prodotti, non vogliamo vederli sprecare preziosi momenti di vita guardando dall’alto in basso i loro iPhone.”

È così che il colosso americano Apple ha lanciato nel 2017 la campagna #NoGhost per incoraggiare gli utenti a non essere il “fantasma” nella stanza ed evitare quindi di estraniarsi nel piccolo mondo digitale all’interno dei propri devices, in favore di una sana e reale vita sociale.

#NoGhost Apple Campaign
Campagna Apple #NoGhost lanciata su Twitter nel 2017.

A tal proposito, nel 2016 la rivista accademica “Computers in Human Behaviour“, che si occupa di analizzare l’interazione uomo-computer e la cyberpsicologia, ha evidenziato come il phubbing sia un fenomeno capace di incrementare i conflitti di coppia, portando addirittura ad un impatto indiretto sullo sviluppo di disturbi depressivi. Dallo studio, condotto dai ricercatori della Baylor University, in Texas, è emerso che più del 30% degli intervistati non riceve le giuste attenzioni dal partner e nel 20% dei casi è proprio il telefono la causa scatenante.

Il fatto interessante è che non si tratta di dipendenza da connessione, ma di “visibilità del telefono”, inteso come ricerca costante del dispositivo, così da averlo sempre a portata di mano.

Il phubbing è dunque a tutti gli effetti una tendenza che porta ad ignorare chi è con noi, fisicamente in presenza, preferendo l’immersione nella realtà digitale, a discapito di quella reale, come se questa in qualche modo interrompesse l’altra, rovesciando drasticamente la prospettiva dalla quale siamo abituati ad analizzare la situazione.

Stop Phubbing
Stop Phubbing Campaign.

È proprio questo tema che ha dato il titolo alla ricerca americana: “La mia vita è diventata una distrazione dal mio cellulare”. Questo fenomeno può essere infatti definito come una modalità di esclusione sociale, in grado di minacciare e ledere i fondamentali bisogni umani di appartenenza, accettazione e riconoscimento, tanto che la continua ricerca dello smartphone può essere considerata una nuova dipendenza comportamentale.

Durex invita a spegnere i dispositivi, per accendere la passione

Una ricerca condotta da Durex nel 2015 ha rivelato che il 40% delle coppie intervistate tra i 18 e i 55 anni non ha rapporti sessuali con il partner perché impegnato ad usare un qualche dispositivo tecnologico; mentre, un terzo degli intervistati, ha ammesso di aver interrotto il rapporto solo per rispondere al telefono.

Per sensibilizzare gli utenti ed intervenire nella risoluzione di questa problematica, il leader mondiale nella produzione di profilattici e prodotti utili per il benessere sessuale ha lanciato Connect, una campagna per esortare le coppie a ritrovare quell’intimità spesso interrotta dall’uso di dispositivi elettronici.

La soluzione? Per Durex è semplice: spegnere i telefoni.

La soluzione al fenomeno phubbing

Come eliminare il phubbing ed evitare di logorare il rapporto con gli altri? Gli esperti consigliano di accordarsi per delle “zone libere da smartphone” e di rispettarle insieme in orari specifici, così da tornare ad apprezzare e vivere i momenti insieme, che siano con gli amici, con la famiglia o con il partner.

stopphubbing

In conclusione, così come vuole evidenziare questa immagine, bisogna ricordarsi più spesso di infilare il proprio telefono in tasca e relazionarsi con il mondo reale.

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