Il QR Code come ponte tra azienda e consumatore

Il Codice QR è un potente strumento di comunicazione. Può aiutare nella promozione di un prodotto o di un servizio fungendo da punto di incontro tra mondo reale e virtuale. Infatti, consente a chi riceve il messaggio di scoprire informazioni e funzionalità esclusive in modo rapido, economico ed efficace. In molti casi si configura quindi come un modo per trasformare l’utente passivo in elemento attivo del sistema, coinvolgendolo in varie attività.

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Fonte: Pexels

Cos’è un QR code

Il QR Code è un codice a barre bidimensionale quadrato composto da moduli neri disposti su un motivo bianco. Il nome deriva dalla sua principale caratteristica: la sigla QR deriva infatti dall’inglese quick response e indica la rapidità nella decodifica delle informazioni.

L’azienda giapponese Denso Wave nel 1994 crea questa tecnologia con l’obiettivo di tracciare i pezzi di automobili nelle fabbriche Toyota. I vantaggi sono subito chiari: i dati da elaborare erano tanti e questo codice permetteva di contenerne di più rispetto al tradizionale codice a barre. Grazie alla liberalizzazione della licenza da parte di Denso Wave, il QR code inizia poi ad essere impiegato in molte altre aziende per ottimizzare i processi di diffusione delle scorte e ad essere applicato anche ai collegamenti web.

I codici QR  spopolano in America dal 2011, quando Macy’s e Best Buy li implementano nei loro negozi.

Una ricerca del 2013 segnala che il 21% dei possessori di smartphone in America aveva usato almeno un QR Code nella propria vita. I problemi della restante percentuale erano la mancanza di cellulari, una connessione Internet a bassa velocità e l’incompetenza nell’uso dello strumento.

Oggi i Codici QR sono onnipresenti, la maggior parte degli smartphone supporta infatti la scansione del Codice QR in modo nativo, aiutando molti settori a promuovere i propri prodotti e servizi. Inoltre, l’inizio della pandemia ha fatto conoscere la tecnologia anche ad una fascia di popolazione diversa dai giovani abituati allo smartphone. Questi codici si sono rivelati infatti degli alleati sicuri, igienici ed economici. 

Come è fatto un QR Code?

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Fonte: Inside Marketing

Il corpo dei QR Code è composto da un numero variabile di moduli e può essere letto in diverse direzioni. Sono individuabili in particolare:

  • Tre grandi quadrati (in verde) chiamati position detection pattern;
  • Un quadrato piccolo (blu);
  • Le linee rosse che indicano il formato specificando se il contenuto del code è un sito web, un testo o un’immagine;
  • Gli elementi in giallo che rappresentano il numero della versione del QR Code. 

Dalla sua invenzione la classica matrice si è evoluta dando vita a diverse tipologie di codice tra cui il Micro QR (versione ridotta che tiene meno informazioni), l’iQR Code (racchiude l’80% in più delle informazioni), Frame QR (evoluzione del QR Code caratterizzata da un’area interna totalmente personalizzabile con immagini).

Come marketer è importante sapere che i codici dinamici, un’evoluzione di quelli statici, ci danno la possibilità di modificare il link a cui rimanda il QR Code e di ottenere ad esempio delle statistiche sulle aperture e le visualizzazioni.

Le applicazioni

Per le aziende è vitale offrire il contenuto giusto, al momento e al target più adatto. Proporre ad attuali o potenziali clienti contenuti pertinenti alle loro necessità genererà infatti fiducia tra brand e consumatore.

Per arrivare all’obiettivo della fiducia, le imprese possono contare sul QR Code. Infatti, una delle principali caratteristiche di questa tecnologia è il fatto di essere trasversali. Grazie alla loro capacità di contenere grandi quantità di dati e integrarli tra loro, si prestano quindi ad essere stampati su molteplici mezzi di comunicazione e fungere così da ponte tra mondo digitale e reale.

Inoltre, leggere questi codici è ormai diventato relativamente semplice per i clienti, così come lo è generarli per le aziende che si avvalgono di numerosi siti dedicati che consentono di selezionare il tipo di informazione che si vuole trasmettere. La difficoltà spesso risiede nella definizione degli obiettivi e nel loro raggiungimento.

QR Code & Packaging

Il QR Code applicato al packaging è uno strumento utilizzato per un duplice scopo: sicurezza industriale e logistica e comunicazione di informazioni. Con quest’ultima il brand ha la possibilità di dialogare in tempo reale con il consumatore, fornendogli informazioni aggiuntive a quelle presenti sulla confezione e nel punto vendita.

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Fonte: Granarolo website


Cosa può fare il consumatore attraverso un QR Code?

  • Conoscere l’origine del prodotto, i passaggi coinvolti nella produzione e gli ingredienti;
  • Rimanere in contatto con l’azienda durante l’intero ciclo di acquisto, incluso il post-acquisto;
  • Partecipare a programmi di fidelizzazione (coupon e scontistiche);
  • Vedere video-tutorial
  • Capire come smaltire il packaging stesso e dove riacquistare il prodotto.

Lo scorso inverno Granarolo ha preso parte ad una campagna di sensibilizzazione insieme al Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione e al Ministero della Salute per promuovere il download dell’App Immuni. Sull’etichetta delle bottiglie di latte, era di fatto stampato un QR Code personalizzato e inquadrandolo era possibile accedere direttamente alla pagina per scaricare l’App di contact tracing.

L’esperienza in store

La scelta del cliente è sempre più consapevole, e approfondire sul web mentre si fanno acquisti è diventata un’operazione comune. Quindi fornire informazioni pertinenti e tempestive concorre ad aumentare il valore percepito dei prodotti in questione.

Utilizzare il QR Code all’interno di un negozio può essere utile ad esempio per indirizzare il pubblico ai reparti giusti, far visionare la scheda prodotto ai propri clienti o per far leggere loro delle recensioni.

Nel 2o11 Puma tenta di rendere l’esperienza classica dei magazzini Selfridges di Londra un’esperienza totalizzante. Per lanciare la collezione da uomo del designer Hussein Chalayan, che aveva come mood il viaggio e la vita urbana, il brand crea una metafora visiva in cui ogni QR Code, stampato su delle piccole aste all’interno del negozio, indicava una mappa dei luoghi più cool della metropoli.

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Fonte: The fashion guide.uk

Codici e coupon

Molte catene di ristoranti, coffeeshop e supermercati utilizzano i coupon tramite Codice QR per offrire sconti sui loro prodotti. Ciò può avvenire anche attraverso il download della loro App, come accade ad esempio per Burger King.

Nel 2012 Emart, azienda  della GDO sudcoreana, per bypassare la scarsa affluenza presso i suoi punti vendita durante la pausa pranzo, installò in un luogo pubblico un maxi Qr Code trasparente visibile unicamente dalle 12 alle 13. In questo lasso di tempo il pannello veniva colpito dalla luce e restituiva il codice a barre bidimensionale, e i consumatori che scannerizzavo il codice venivano indirizzati ad una pagina dedicata a offerte speciali e coupon. Il risultato di questa campagna creativa ha portato ad un incremento delle vendite del 25% nell’orario critico.

Advertising e QR Code

Il QR Code funge da strumento di connessione tra azienda e pubblico di riferimento anche quando si tratta del mondo dell’advertising.

Un esempio di ciò viene dal campo dell’arte. Nel 2011 il VMFA (Virginia Museum of Fine Arts di Richmond), in collaborazione con The Martin Agency si avvalse di un supporto digitale per promuovere un’esposizione temporanea dedicata al maestro del cubismo Pablo Picasso. Una scelta in linea con il progressismo dell’artista, che tendeva spesso a mischiare oggetti di natura diversa per ottenere opere d’arte.

In 55 punti Starbucks della città e dintorni venne esibito un ritratto dell’artista interamente composto da QR Code. Con lo scan dello smartphone l’utente veniva reindirizzato in una landing page che conteneva varie informazioni sulla vita e le opere di Picasso e un invito a comprare i biglietti della mostra. Così facendo sono stati venduti più di 229 mila biglietti.

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Fonte: vmfa.museum

Lo scorso aprile, per celebrare l’anniversario del videogioco Princess Connect! Re: Dive, l’azienda produttrice Cygames ha organizzato un evento a Shanghai con l’ausilio di 1.500 droni. Questi ultimi hanno realizzato diverse coreografie durante la serata con la conclusione di un enorme QR Code scannerizzabile. Chi ha assistito allo show ha potuto accedere direttamente a contenuti esclusivi ed un invito al download del gioco per chi ancora non ne fosse in possesso.

La trasversalità e facilità di creazione di questi codici sembra un’opportunità in grado di produrre risultati immediati, ma non è sempre così.

Molti marketer non fanno attenzione a dei particolari: il tempo e il posto di esposizione, ad esempio. Non tutti i luoghi potrebbero essere adatti infatti ad ospitare questi codici. Ad esempio, i luoghi di transito come le metro sono un’arma a doppio taglio: troviamo una forte affluenza di persone ma con un’attenzione bassa e una scarsa connessione dovuta al fatto di essere sotto terra. 

Le criticità sono legate anche ad altri ambiti: una buona parte della fascia più adulta non sa ancora come riconoscerlo e come usarlo. In altri casi, la pagina di destinazione non è propriamente ottimizzata per smartphone o qualche volta il link non è più attivo perché ad esempio il supporto che ospitava il QR Code non è stato rimosso dopo la campagna, pregiudicando così l’esperienza complessiva dell’utente.

Inoltre, lo sforzo compiuto per tirare fuori il telefono e scannerizzare non sempre porta ad un vantaggio sensibile per l’utente. Da sottolineare è che la maggioranza dei QR Code è impiegata per veicolare contenuti già esistenti, che l’utente potrebbe trovare comodamente già sul sito del brand senza doversi preoccupare di leggere il codice da smartphone. 

Dobbiamo ricordarci quindi che l’informazione di sola natura promozionale non genera quasi mai conversione. É necessario dare un premio per l’azione che chiediamo al cliente, altrimenti perché quest’ultimo dovrebbe prendersi il disturbo di scannerizzare un codice?

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