Samsung è pronta a lanciare la sua nuova assistente virtuale

Nell’ultimo decennio gli avatar hanno preso sempre più piede nel panorama digitale, crescendo insieme all’evoluzione tecnologica. Dato l’investimento di tempo sempre maggiore che le persone trascorrono sui social media, le aziende hanno iniziato a sfruttare questa opportunità per pubblicizzare i loro prodotti e servizi attraverso partnership e collaborazioni con diversi influencer.

Doppia comunicazione grazie ai network online

I network online permettono una two-way communication, creando così connessioni interpersonali. Questa doppia comunicazione oggi può avvenire sia con assistenti o influencer reali, che virtuali. Per quanto riguarda quelli virtuali, vengono realizzati tramite computer, in 3D, e gestiti da un team di esperti incaricati di occuparsi della loro programmazione tecnologica ma anche “umana”.

Nasce così Sam, la nuova assistente virtuale di Samsung per i dispositivi Galaxy, anche se per ora sembrerebbe essere solo un prototipo, nulla di ufficiale infatti è stato annunciato a riguardo. Il brand sta lavorando alla realizzazione di una giovane ragazza avatar di altezza media, dagli occhi azzurri e capelli castani lunghezza spalle.

Le prime immagini disponibili online la raffigurano con in mano quello che sembrerebbe essere un Samsung Galaxy indossando una camicetta nera. L’obiettivo del noto brand è quindi quello di rendere l’avatar il più realistico possibile, rendendolo di aspetto piacevole.

Sam - smarTalks
Fonte: tecit.net

Il quesito è se le persone siano in grado di fidarsi di un influencer virtuale. Possono sorgere problematiche quali la mancata percezione a livello di affidabilità, originalità, credibilità o semplicemente possono essere percepiti come non autentici. Per contrastare queste criticità, il grado di realismo con il quale vengono creati può fare la differenza nella loro percezione da parte del pubblico. Seguendo questi princìpi, l’assistente sarà in grado di cambiare espressione durante l’interazione con l’utente per migliorarne la percezione.

Sam - smarTalks
Fonte: unbox.ph

Come potrà Sam assistere e aiutare gli utenti?

L’assistenza potrebbe sicuramente seguire la logica di funzionamento di altri dispositivi quali Siri o Alexa rispondendo a domande riguardo però tematiche inerenti al brand, i suoi prodotti e servizi. Per far ciò in modo ottimale è necessario stabilire una buona relazione tra le persone e l’avatar.

È importante che essi interagiscano in modo naturale, rispettando determinati meccanismi sociali normalmente adottati durante le interazioni umane, compresa la comunicazione non verbale.

Empatia è la parola chiave

Punto fondamentale è la creazione di contatti e relazioni interpersonali dotate di empatia, ovvero la capacità di porsi in maniera immediata nello stato d’animo di un’altra persona, facilitando la creazione e lo sviluppo di relazioni sociali.

Sam - smarTalks
Fonte: tuttoandroid.net

Secondo uno studio condotto dalla piattaforma HypeAuditor, i virtual influencer ottengono un engagement 3 volte maggiore rispetto a quelli reali ma, nonostante questo, la loro scelta rimane problematica dati i numerosi svantaggi che equivalgono, o addirittura superano, i vantaggi. In particolare, è sempre necessaria una supervisione al loro funzionamento e il loro sviluppo tecnologico risulta essere ancora eccessivamente ingente a livello di dispendio economico.

L’intelligenza artificiale che crea “mostri”

Non sempre, però, i commenti a riguardo sono positivi. Un gran numero di persone ha opinioni negative in merito agli avatar utilizzati in diversi settori. Sicuramente un ruolo chiave è ricoperto dalla paura e dall’ansia che caratterizza noi esseri umani. Guardando alle evidenze culturali, alla letteratura, ai film o ai videogiochi, sembra che gli avatar e l’intelligenza artificiale siano entrati a far parte dell’opinione collettiva come “mostri”.

La paura di molti è quella che possano diventare autonomi, in grado di apprendere e migliorarsi tramite l’interazione con gli individui e, addirittura, diventare più potenti dei loro creatori. Le persone in qualche modo sono preoccupate e spaventate di come gli effetti di un’azione abbiano possibili esiti incontrollabili, come già negli anni Novanta il sociologo Ulrich Beck, con “La società del rischio” aveva intuito in merito all’incontrollabilità della scienza.

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