Settimana lavorativa corta per la sede neozelandese di Unilever

Seguendo l’esempio dell’azienda neozelandese Perpetual Guardian, anche Unilever promuove la riduzione dell’orario della settimana lavorativa a quattro giorni per i suoi 81 dipendenti della sede in Nuova Zelanda.

Il managing director della company in Nuova Zelanda, Nick Bangs, punta tutto su questo nuovo modello organizzativo: da un lato per far fronte agli effetti rivoluzionari che il Covid ha avuto nel mondo del lavoro, dall’altro per incrementare la produttività dell’azienda in un momento di forte crescita, migliorando al tempo stesso il benessere individuale dei lavoratori.

L’obiettivo primario di questa iniziativa è riuscire a concentrare tutti i doveri lavorativi di una settimana in soli 4 giorni, proprio come capiamo da ciò che Nick Bangs ha dichiarato al Financial Times:

“Se si finisce per lavorare 4 giorni con orari molto più lunghi allora non abbiamo raggiunto lo scopo […] Si tratta di cambiare radicalmente il nostro modo di lavorare.”

Sede Unilever.

Perché quattro giorni e non cinque?

Nel 1930 John Maynard Keynes, economista britannico, aveva scritto che entro il 2030 la maggior parte delle persone avrebbe lavorato 15 ore a settimana grazie al progresso della tecnologia, senza contrastare la produttività crescente: l’idea di accorciare la settimana lavorativa, quindi, non è nuova, ma il contesto capitalista e i cambiamenti veloci rappresentano gli ostacoli per eccellenza a questa svolta.

Alcuni studi però, frutto dell’esperienza della Perpetual Guardian, avvalorano la tesi secondo la quale questo progetto innovativo determinino una netta riduzione dello stress nei lavoratori dal 45% al 38% e un incremento della produttività del 20%.

Per questo motivo, anche il primo ministro della Nuova Zelanda Jacinda Ardern si è mostrata a favore di questa iniziativa: nella primavera del 2020 ha supportato la riduzione dei giorni lavorativi a favore di vacanze più lunghe per i kiwis (così si auto-definiscono i neozelandesi), in modo da incoraggiare la ripresa economica post-Covid e il turismo domestico, dal momento che i confini sono rimasti chiusi.

L’impegno di Unilever

Nick Bangs promuove fermamente questo progetto affermando che la riduzione delle ore di lavoro porta a risultati proficui sia dal punto di vista aziendale che personale.

Così facendo, la produzione trae notevoli vantaggi dalla felicità e dalla salute della singola persona e spiega che misurare le performance e i risultati in base al criterio qualitativo e non quantitativo rappresenta l’obiettivo di Unilever.

I dipendenti avranno infatti la possibilità di scegliere i giorni lavorativi e di riposo per la durata di un anno, senza nessun taglio allo stipendio.

Al termine di questo periodo Unilever e la Business School della University of Technology di Sidney analizzeranno i risultati: se positivi, l’azienda potrebbe valutare di estendere il regime in tutto il mondo, per un totale di 150mila dipendenti.

Fonte: Unilever.it
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