Social e Dopamina: perchè non riusciamo a staccarci dal telefono?

Ogni volta che riceviamo una qualsiasi notifica, che sia un like o un commento, riceviamo una piccola gratificazione che a livello fisico si trasforma in una scarica di dopamina. È questa la sostanza che sta alla base della nostra dipendenza dagli smartphone e, in particolare, da social network.

Un bacio e uno schiaffo: il rinforzo intermittente

Il meccanismo che regola il rilascio di dopamina e la gratificazione che ne segue è chiamato sistema di rinforzo intermittente positivo.

A illustrare questo meccanismo è stato per primo Tristan Harris, ex Software Designer di Google e oggi Presidente e Co-Fondatore del Center for Human Technology, in un lungo saggio pubblicato nel 2016 su Medium per poi parlarne di nuovo recentemente nel docufilm prodotto da Netflix: “The Social Dilemma, di cui abbiamo già parlato in un altro articolo che puoi leggere cliccando qui.

TheSocialDilemma
Immagine tratta dal documentario di Netflix: The Social Dilemma

In generale, il rinforzo alternato o rinforzo intermittente positivo crea un clima di dubbio e ansia che costringe la vittima a cercare costantemente un rinforzo positivo con cui alleviare l’angoscia generata. Quando viene data la ricompensa, che coincide appunto con il rinforzo positivo, il cervello produce dopamina, la quale crea a sua volta dipendenza.

La scoperta di Skinner

Questo tipo di rinforzo era già stato studiato negli anni ’40 dallo psicologo Burrhus Skinner attraverso la sua Skinner Box.

A tal proposito egli condusse un esperimento su un topolino che, inserito in una gabbia priva di stimoli, cominciò a gironzolare fino a premere accidentalmente una levetta collegata a un erogatore di cibo.

Skinner box
Illustrazione della Skinner Box

In una fase successiva dell’esperimento, lo psicologo si accorse in questo modo di come l’ottenimento della ricompensa (il cibo) a intervalli irregolari non facesse perdere al topolino l’interesse per la levetta, ma che anzi  lo portasse a premerla compulsivamente alla disperata ricerca della gratificazione.

Il potere della dopamina

Più nello specifico, la dopamina è un neurotrasmettitore che sta alla base della motivazione e che si pensa sia stato sviluppato dal cervello per spronarci alla caccia e facilitare così il sostentamento.

Dopamine

Conquistare un obiettivo scatena infatti il rilascio di questa sostanza, facendoci avvertire una scarica di piacere che rappresenta, dal punto di vista neurologico, la vera ricompensa per aver portato a termine il nostro compito.

In generale, possiamo dire che tutto ciò che riguarda il piacere e la gratificazione coinvolge la dopamina.

Sui social media, che hanno ormai imparato a sfruttare alla perfezione il nostro bisogno di andare a caccia di ricompense, la gratificazione coincide per la maggior parte dei casi con le interazioni (likes, followers, reactions) e ciò di conseguenza crea la dipendenza da smartphone e social network.

La droga dell’era digitale

Questo principio può essere applicato perfettamente a tutte le droghe, compresa la tecnologia.
Sembra quasi esagerato definire questa una droga, ma quante volte controlliamo ossessivamente il cellulare aspettando una notifica?

I social network utilizzano proprio questo meccanismo a intermittenza per creare assuefazione nell’utente, che ne è la vittima diretta.

Dipendenza da social
La droga dell’era digitale

Per tornare al rinforzo positivo, per capire come funziona si può anche fare l’esempio dei gratta e vinci o delle slot machine: in queste ultime tirare la leva rappresenta l’azione intermittente, dopodiché si attende qualche secondo finché non appare la combinazione e a quel punto si scopre se si ha vinto o perso e, quindi, se si è ottenuto un rinforzo positivo o negativo.

Ogni volta che vinciamo il nostro cervello produce dopamina, mentre ogni volta che perdiamo facciamo fatica a resistere alla tentazione di giocare di nuovo, nella speranza di conquistare la nostra ricompensa e provare ancora una volta quella breve sensazione di piacere. D’altronde, così come la tecnologia, gli smartphone e i social network, anche il gioco d’azzardo è una droga.

Slot machine

Come spiega Tristan Harris in “The Social Dilemma“, i social network sfruttano la capacità del nostro cervello di generare delle scariche di piacere per tenerci inchiodati quanto più possibile allo schermo.

Questo è il motivo per cui lo smartphone continua ad attirarci a sé e per cui risulta impossibile non accendere lo schermo per più di dieci minuti.

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