I migliori spot del Super Bowl 2021

Il 6 febbraio 2021 al Raymond Stadium di Tampa in Florida, si è tenuta la 55esima edizione del Super Bowl: lo scontro tra titani del football americano ma, soprattutto, degli spot televisivi.

Quest’anno più che mai, i 56 spot che si sono susseguiti hanno dimostrato come il mondo della comunicazione sia uno specchio fedele della società, che ne riflette tutti i cambiamenti e le fratture.
Il Big Match nell’era della pandemia, come previsto, è stato diverso. È stato segnato da un pubblico ridotto sugli spalti (dei 65.000 posti disponibili, solo 25.000 erano occupati), dalla presenza di ballerini mascherati durante l’Halftime Show e dall’assenza degli spot di brand storici come Coca-Cola, Pepsi o Budwiser che, per ragioni diverse, non ne hanno preso parte integralmente.

E se la squadra vincitrice adesso è certa, il bello delle pubblicità che vanno in onda nella notte più attesa e sognata dai creativi di tutto il mondo, è che a vincere non è mai solo una. Ed anche quest’anno, infatti, sono tanti gli spot che hanno lasciato un segno nella storia della pubblicità, esattamente come ad ogni edizione. Eccone alcuni tra i migliori:

Jeep: The Middle

“C’è una cappella in Kansas. Nel centro esatto degli Stati Uniti continentali. Non chiude mai. Tutti sono i benvenuti a incontrarsi qui, nel centro. Non è un segreto. Negli ultimi tempi, il centro è stato un luogo difficile da raggiungere.”

Proprio così inizia lo spot “The Middle” di Jeep: 2 minuti e 11 secondi che hanno rappresentato un caso unico da molti punti di vista.

Primo fra tutti, il fatto che gli unici protagonisti siano il volto e la voce di Bruce Springsteen: forse una delle star più avverse di qualsiasi altra alla pubblicità. Così tanto, da essersi opposto, fin dagli anni ’80 a qualsiasi utilizzo pubblicitario dei suoi pezzi e rinunciando a cifre ingenti, pur di salvare l’integrità della sua musica (fu celebre il caso in cui declinò la richiesta di Chrysler di usare la sua Born in the U.S.A.).

Il motivo di questa scelta sta sicuramente nel fatto che quella di Jeep non è solo la pubblicità di un’auto (che tra l’altro si vede appena) ma un messaggio di speranza dedicato ad una nazione segnata da un anno di fratture sconvolgenti. Sullo sfondo di uno storytelling mozzafiato e recitato come un manifesto, The Boss presta la sua voce per invitare i connazionali a rincontrarsi su un terreno comune, The Middle appunto, superando le distanze tra “il rosso e il blu, la politica e il popolo, la nostra libertà e le nostre paure”.

“La nostra luce ha sempre trovato il modo di farsi largo tra le tenebre. E c’è speranza sulla strada davanti a noi.”

Il climax narrativo culmina sul finale, quando il messaggio si fa più chiaro, chiudendosi con una frase che fa da eco al discorso di insediamento di Joe Biden e che resterà uno dei payoff politici più significativi della storia del Super Bowl (e non solo): “The Reunited States of America”.

Se la maggior parte dei brand ha infatti scelto di alleggerire gli spettatori con una comunicazione più ironica, Jeep ha scelto di catturare gli schermi schierandosi e sfoggiando il suo brand activism. Ci è riuscito alla perfezione: in sole 24 ore ha totalizzato 20 milioni di views, quasi il triplo del nuovo video del cantautore, “Letter to You” visto da 7 milioni di persone in 5 mesi.

Huggies: Welcome to the World

Tra le new entry c’è senza dubbio Huggies che è riuscita in un’operazione strabiliante unendo advertising, Cause marketing, Real Time Marketing e User Generated Content.

Il noto brand di pannolini, infatti, ha deciso di rispondere con un messaggio di positività al calo delle nascite previsto per il 2021, a causa dell’attuale momento di incertezza economica. Per farlo, ha mostrato in mondo visione le immagini del momento della nascita di otto bambini, venuti al mondo proprio il giorno del Super Bowl.

Come è riuscita in questa impresa contro il tempo? L’azienda ha dichiarato di aver contattato i futuri genitori mesi prima grazie ai proprio ospedali partner, chiedendo loro la possibilità di ricevere i contenuti di questo momento magico, in tempo reale.

Ma non è ancora finita qui: Huggies ha approfittato dei riflettori del Big Game per presentare il refresh del proprio marchio ed una nuova piattaforma creativa. Inoltre, per dimostrarsi il brand su cui le famiglie possono contare nei momenti di difficoltà, ha annunciato una donazione di 10 milioni di pannolini alla National Diaper Bank Network.

Space X: Inspiration 4

E se nel 1984 il lancio più clamoroso affidato agli spot di questa notte magica fu quello del Macintosh, il 2021 ci proietta direttamente nel futuro: per la prima volta nella storia del Super Bowl, sono stati pubblicizzati i viaggi sulla luna. Proprio Space X ha voluto presentare in mondo visione Inspiration 4, l’iniziativa di Elon Musk che porterà persone comuni nello spazio, il prossimo ottobre. 

Bud Light Seltzer Lemonade: Last Year’s Lemons

I veri capocannonieri del 55esimo Super Bowl, come già annunciato, sono stati l’umorismo e la leggerezza. Di fronte ad un anno così drammatico, infatti, la maggior parte dei brand ha scelto di evitare di toccare temi politici, sociali o legati alla pandemia e regalare agli oltre 100 milioni di spettatori qualche minuto di ironia e svago.

Un esempio vincente è lo spot “Last Year’s Lemons” di Bud Light Seltzer Lemonade: una metafora divertente ma molto efficace, costriuta sul doppio significato inglese di lemons (limoni, ma anche fregature). E se tutte le complicazioni di quest’anno fossero state causate da una pioggia di limoni?

Cadillac: ScissorHandsFree

Se molti brand hanno scelto di rifugiarsi nell’ironia, altri, come General Motors, hanno preferito il passato. E quale ricordo è più felice degli anni ’90 di Edward Scissorhands?

Piccolo gioiello di marketing della nostalgia, lo spot con cui Cadillac ha lanciato la sua Lyriq elettrica, è un riuscitissimo caso di rivisitazione pubblicitaria. Dopo ben 31 anni, Winona Ryder torna nei panni di Kim per presentarci suo figlio Edgar: interpretato da Timothée Chalamet e “dotato” delle stesse mani del padre.

Ma se la fine scelta da Tim Burton non era affatto lieta, quella di Leo Burnett lo è eccome: grazie al sistema di guida assistita della nuova Cadillac elettrica che non necessita di mani al volante, anche Edgar può darsi alla guida.

Doritos: 3D Matthew

Cast stellato e anni ’90 riecheggiano anche nell’acclamatissima pubblicità delle Doritos 3D Crunch: un prodotto molto amato ma sparito dal mercato a partire dal 2003. E quale modo migliore per annunciarne il glorioso ritorno sugli scaffali, di 5,5 miliori di dollari e Matthew McConaughey come testimonial? Probabilmente nessuno, dato che lo spot ha totalizzato 8,6 milioni di visualizzazioni in 5 giorni.

Toyota: Upstream

E se gli spettatori del Big Game si sono per lo più divertiti, si sono sicuramente anche emozionati, almeno per un minuto. Quello dedicato ad Upstream: lo spot con cui TOYOTA ha annunciato la sua partnership con il Team USA delle Paralimpiadi, attraverso la storia della nuotatrice Jessica Long, anche protagonista del video.

Dall’annuncio alla sua famiglia adottiva, all’amputazione delle gambe, fino alle sue 13 medaglie d’oro, l’atleta diventa un simbolo di forza e si fa portavoce di un messaggio finale:

“We believe there’s hope and strengh for all of us.!

Reddit: una voce fuori dal coro

Dopo essersi guadagnato l’attenzione del mondo grazie al caso GameStop, Reddit ha fatto parlare di sé anche nella notte del Super Bowl, grazie ad un commercial totalmente controcorrente. Tra colossi come Amazon ed M&M’s, il social si è distinto con uno spot di soli 5 secondi, in cui, oltre ad annunciare di non potersi permettere una pubblicità più lunga, si è presentato come il luogo in cui “powerful things happen”.

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