Twitter Birdwatch, lo strumento comunitario che sfida la disinformazione online

Il 2020 ci ha messo davanti a situazioni drastiche e inedite, come l’emergenza sanitaria o le rivolte in piazza del movimento #BlackLivesMatter.

Durante questo periodo, l’informazione online ha giocato un ruolo fondamentale nel diffondere le notizie. Purtroppo però, la diffusione elevata di fake news ha causato una disinformazione non indifferente, rendendo così più complicata la comprensione degli eventi mondiali. Ecco che Twitter, il social network famoso in tutto il mondo per i cosiddetti tweet, il 25 gennaio ha inaugurato il nuovo Twitter Birdwatch.

Cos’è Twitter Birdwatch

Si può definire come uno strumento di cui si dota la piattaforma contro le fake news: il nome scelto allude all’attività di osservare con attenzione i volatili (la traduzione letterale è “osservazione ornitologica”) e i loro comportamenti, la stessa attività che svolgerà un numero di utenti nei confronti degli altri iscritti su Twitter.

Ognuno di noi può postare i contenuti che preferisce sui social network, ma ciò che pubblichiamo deve essere verificato o verificabile. Se questo non avviene, gli “avvistatori” di Twitter possono scrivere delle note sul sito ufficiale, così da permettere agli altri birdwatcher di esprimere la propria opinione o di scrivere riguardo l’utilità della segnalazione avvenuta.

In questo modo, si viene a creare una conversazione parallela che smentisce o rettifica un contenuto. Le osservazioni e le note degli utenti arruolati per scovare tweet malevoli saranno disponibili solo sul sito di Twitter Birdwatch e non nel feed standard del social, dove invece proliferano spontaneamente sotto diversi cinguettii particolari grazie alle funzioni di reply e mention. Non si esclude che i commenti mediatori su tweet potenzialmente portatori di disinformazione possano finire nel flusso originario di Twitter e che possano venire usati dalla piattaforma stessa per filtrare i post da mostrare nel feed o per determinare tweet consigliati e account raccomandati.

Twitter birdwatch
Fonte: nbcnews.com

Per ora Twitter avrebbe intenzione di reclutare fino a 100mila utenti birdwatcher attraverso una selezione. Come prerequisiti compaiono un profilo dotato di email e recapito telefonico, l’autenticazione a due fattori e, soprattutto, il non essere mai stati segnalati in prima persona per violazioni delle linee guida e regole del social network. Il servizio è disponibile momentaneamente solo negli Stati Uniti in versione beta.

Può funzionare contro la disinformazione?

Con Birdwatch, Twitter sembra aver adottato un approccio più “community driven”, basandosi sul principio di revisione tra pari. Ma avrà l’effetto sperato, in particolar modo in un momento storico in cui le fake news sembrano minare sempre più concretamente l’opinione e il bene pubblico?

L’esperienza e il successo di Wikipedia hanno dimostrato come gli utenti siano disponibili a portare un risultato utile e proficuo per tutti, anche gratuitamente, come accadrà con Twitter Birdwatch.

Diverso è l’intento rispetto all’enciclopedia online: la piattaforma dei cinguettii vuole provare a combattere la disinformazione e post-verità, anche se ciò non elimina completamente i rischi. Eppure, Jack Dorsey (creatore della piattaforma) & Company hanno promosso il nuovo strumento del social network grazie alla loro esperienza quotidiana e alle varie testimonianze recenti di intelligenza collettiva e smart mobs.

Birdwatch
Il profilo Birdwatch, con la data di “compleanno”. Fonte: Twitter

I social responsabili

Il ban dell’ormai ex presidente americano Donald Trump dalle piattaforme digitali più importanti ha accentuato il dibattito sulla responsabilità dei social network. Con la creazione di Birdwatch, la mossa di Twitter potrebbe sembrare più “politica”. La deresponsabilizzazione risulta abbastanza evidente, in quanto il social network ha rimarcato il fatto di non essere una media company e, di conseguenza, non responsabile di quello che gli utenti condividono.

È, tuttavia, un primo passo concreto contro un mondo in cui, attraverso Internet e i social network, sta prendendo sempre più piede la disinformazione. La decisione presa da Twitter, sebbene parzialmente completa, vira verso la diffusione di intelligenza e non di ignoranza.

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