Esempi storici di welfare aziendale in Italia

Oggi i concetti di welfare aziendale e di benefit possono sembrarci ovvi e scontati, ma sappiamo tutti bene che un tempo non era così.

È con la rivoluzione industriale che gli imprenditori cominciarono a sentire l’esigenza sociale di migliorare il benessere dei propri dipendenti, tuttavia il vero periodo rivoluzionario fu quello dal Secondo Dopoguerra in poi, nel quale l’Italia visse un forte cambiamento del modo di fare impresa, maggiormente incentrato sul welfare aziendale.

I tre casi riportati di seguito sono sicuramente tra i più iconici.

La rivoluzione di Adriano Olivetti

Olivetti fu uno dei primi a garantire servizi e benefit per i propri dipendenti, come ad esempio gli asili nido, le biblioteche, i servizi di ristorazione o gli ambulatori medici. L’azienda, inoltre, prestava particolare attenzione anche al sostegno della maternità e dell’infanzia, agevolando l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro.

Adriano Olivetti
Adriano Olivetti. Fonte: airtrbune

Se ancora oggi può sembrarci rivoluzionario pensare ad una cosa simile, immaginatevi che impatto potevano avere queste idee negli anni ’50.

Olivetti infatti fu un imprenditore anomalo per la sua epoca ma soprattutto  anche un grande riformatore, in quanto si sforzò di dare dare all’industria una missione importante tanto quanto il profitto, se non di più, ossia creare benessere nelle persone e conseguentemente anche nella società.

Un punto chiave molto importante che non si può non citare quando si parla della Olivetti è l’istruzione professionale dei dipendenti attraverso centri di formazione specifici.
L’idea alla base di tutto ciò era che la formazione non fosse solo uno strumento tramite cui migliorare le prestazioni dei lavoratori, ma anche e soprattutto un mezzo in grado di migliorare la loro condizione sociale ed economica.

L’avanguardia dell’Eni di Enrico Mattei

Metanopoli Eni
Metanopoli, San Donato Milanese

Parlando di welfare aziendale come si può non citare l’Eni di Enrico Mattei?
Egli voleva trasformare la gestione delle persone in un vantaggio competitivo e proprio per questo motivo enfatizzò ancor di più l’attenzione verso i dipendenti e l’ambiente di lavoro.

L’innovativo progetto urbanistico di Metanopoli, villaggio residenziale costruito a San Donato Milanese per i lavoratori ENI, è ancora oggi l’esempio tangibile di questo approccio. Le case, i laboratori di ricerca e gli uffici erano progettati per offrire ai lavoratori un ambiente confortevole e all’avanguardia, immerso nel verde e dotato di servizi collettivi tra cui asili, scuole, cinema e un centri sportivi.

Il welfare aziendale secondo Ferrero

Azienda Ferrero

Un altro grande esempio di welfare aziendale in Italia era ed è ancora oggi quello nato originariamente con la Fondazione Ferrero, nel 1983.

Per cercare di stare al passo coi tempi l’azienda introdusse un sistema di welfare che da allora non si è mai fermato.
Nel corso degli anni la priorità per Ferrero è diventata il sostegno dei dipendenti in particolare nella gestione, nel bilanciamento e nell’armonizzazione del rapporto tra lavoro e vita privata.

Tra le importanti introduzioni è opportuno citare, ad esempio, l’accesso a visite pediatriche gratuite per i figli dei dipendenti, un servizio di assistenza socio sanitaria domiciliare per la cura degli anziani, una regolamentazione del part-time calibrata sulle specifiche esigenze dei neo-genitori, soggiorni estivi, stage e borse di studio per i figli dei dipendenti e percorsi di reinserimento al lavoro.

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