Wikipedia vs The North Face, quando una campagna non funziona

Si è spesso parlato di come oggi i brand siano sempre più umani, prendano posizione e si schierino a favore o contro alcune tematiche, proprio come le persone.

Quindi anche ai brand stessi capita di “litigare”. È proprio quello che è successo tra The North Face e Wikipedia, a seguito della campagna “Top of Images” del noto marchio di abbigliamento sportivo.

Il pomo della discordia

Nel 2019 The North Face realizza, tramite l’agenzia Leo Burnett, una campagna dove la domanda principale che viene rivolta al consumatore è:

“Come può un brand posizionarsi primo su Google senza pagare niente per questo?”

Nello spot viene spiegato come, tramite Wikipedia che compare sempre prima tra i risultati di ricerca, si possano modificare le immagini di alcune pagine di mete turistiche famose, inserendo le proprie, appositamente scattate per mettere in evidenza i prodotti del brand. Il problema? Wikipedia non è stata interpellata per l’occasione.

La risposta di Wikipedia

La risposta dell’enciclopedia online ovviamente non si è fatta attendere. Infatti, all’uscita della campagna, Wikipedia ha subito pubblicato un tweet denunciando una violazione di policy da parte del brand di abbigliamento.

Tweet Wikipedia vs The North Face
Tweet Wikipedia in risposta alla campagna “Top of images”. Fonte: tpi.com

Nessuno prima di allora aveva utilizzato Wikipedia per farsi pubblicità, e per questo motivo molti l’hanno trovata un’iniziativa geniale, anche se eticamente scorretta. La gestione della crisi da parte di The North Face, nonostante il danno fatto, è stata tuttavia molto efficace, tant’è che oggi la campagna non è quasi per nulla ricordata.

Le scuse e la fine delle ostilità

The North Face ha prontamente chiesto scusa, dichiarando:

“Con effetto immediato abbiamo terminato la campagna pubblicitaria e in futuro ci impegneremo a fare meglio e a garantire che i nostri team e i nostri venditori siano più preparati sulle regole del sito di Wikipedia.” – Inside Marketing

Scuse The North Face
Tweet di risposta e scuse di The North Face. Fonte: tpi.com

È certo strano, nonostante la gestione armonica della crisi, che un brand come The North Face abbia deciso di intraprendere una campagna così spigolosa. La mission del marchio infatti è quella di “preservare la natura e gli spazi aperti”, non tanto diversa da quella della nota enciclopedia libera.

Wikipedia infatti invita il consumatore ad immaginare un mondo in cui ogni singolo essere umano possa avere “libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana”. Entrambe le realtà, quindi, si pongono l’obiettivo di preservare un patrimonio comune, che sia fisico come la terra o intellettuale come la conoscenza, motivo per cui potremmo vederli collaborare insieme in futuro.

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