do.More, la nuova strategia sostenibile di Zalando 

In che modo Zalando segue il cammino della sostenibilità? Come mira a diventare lo Starting Point per la moda sostenibile online?

Le preoccupazioni ambientali intorno all’industria della moda stanno crescendo sempre di più, dal momento che, per esempio, solo nel 2017 è stato venduto quasi il doppio dell’abbigliamento rispetto al 2003.

Pertanto, ad emergere è il numero di volte in cui un indumento viene indossato, significativamente in calo negli ultimi anni. Inoltre, la moda rappresenta circa l’8% delle emissioni mondiali del gas serra.

In cosa consiste do.More?

Per questo motivo Zalando ha deciso di lanciare una nuova strategia sostenibile, riassunta nell’espressione do.More.

Questo “fare di più” passa anche attraverso un aumento dell’assortimento sostenibile da 27mila pezzi dello scorso anno, a oltre 60mila articoli. Nello specifico, l’obiettivo di lungo termine per Zalando è quello di raggiungere il 20% del volume complessivo derivante da prodotti sostenibili, entro il 2023.

Carbon neutrality

Zalando sta cercando di ridurre la carbon footprint, infatti dal 2019 utilizza energie rinnovabili al 90%. Inoltre, nel tentativo di spingersi ancora oltre, l’azienda tedesca sta creando anche un sistema di social delivery pick up points, che sta riscuotendo molto successo. Infine, il brand con sede a Berlino ha sviluppato anche codici etici affinchè il 90% dei suoi partner-chiave stabilisca obiettivi per ridurre le emissioni di CO2 in linea con l’accordo di Parigi.

Riduzione della plastica

Gli imballaggi utilizzati sono derivanti da materiali riciclati al 100%, mentre le buste da plastica recuperata all’80%. Il tentativo è perciò quello di ridurre al minimo gli sprechi, consentendo così tanto il recupero delle materie prime, quanto l’eliminazione dell’utilizzo della plastica monouso.

Zalando box
Fonte: Retail Institute Italy

Etichette di sostenibilità

A partire dal 2016, al fine di differenziare i prodotti sostenibili e renderli riconoscibili per il consumatore finale, la piattaforma ha decisio di introdurre un’etichetta di sostenibilità. Attraverso questa soluzione il cliente è in grado di distinguere e quindi selezionare quei prodotti di bellezza di derivazione biologica, con meno imballaggi, biodegradabili e più rispettosi dei diritti degli animali.

Zalando_labels
Fonte: Distribuzione moderna

Pre-owned products

Un passo ulteriore è stato realizzato attraverso il lancio a settembre della categoria Pre-owned. Essa garantisce ai clienti la possibilità di scambiarsi articoli di moda da loro posseduti, ma che non si utilizzano più. Inoltre, dopo aver venduto gli articoli, i clienti possono scegliere se ricevere un buono Zalando o se fare una donazione alla Crocerossa o a WeForest.

Zalando pre owned
Fonte: Zalando

redeZIGN for Circularity

Si tratta di un progetto pilota lanciato da Zalando insieme a Fashion for Good e circular.fashion, realizzando dei capi appositamente creati per essere riutilizzati e riciclati, poiché ad oggi solo l’1% dei tessuti viene ri-impiegato, generando così nuovi rifiuti.

Inoltre mediante la scansione di un codice QR, la cosiddetta Circularity.ID, il cliente può ricevere maggiori informazioni sulla composizione e la produzione del capo.

Connected Retail

In Italia per supportare i negozi fisici che hanno sofferto durante il lockdown, è stata creata una realtà dedicata, Connected Retail. Un’iniziativa che già conta circa 2.000 negozi attivi collegati, ma Zalando mira a triplicarne il numero nel 2021.

Questo avvicinamento agli store fisici sembra collegarsi al successo di Farfetch. Il progetto è già stato avviato in Finlandia, Danimarca e Norvegia, quest’anno dovrebbe anche arrivare in Italia, Belgio, Francia, Austria e Svizzera. Inoltre, data la drammatica emergenza sanitaria ed economica, sempre Zalando ha deciso di rinunciare alle commissioni fino alla fine del primo trimestre 2021.

L’impatto del Covid-19

Il 2020 è stato un anno significativo per il brand tedesco, che, nonostante la pandemia, ha registrato una forte crescita, non solo in termini di fatturato ma anche di attenzione alle tematiche sostenibili.

Ad oggi, infatti, più del 40% dei clienti di Zalando ha acquistato moda sostenibile, rispetto al 20% del primo trimestre del 2020 e al 35% del secondo trimestre. Inoltre, secondo un sondaggio interno, il 34% dei clienti del brand ha dichiarato che, alla luce della pandemia di coronavirus, il tema della sostenibilità è diventato ancora più importante.

Ciò che emerge è che Zalando ha colto la necessità di spostarsi verso il segmento della sostenibilità. Questo gli permette da un lato di attrarre più clienti, specialmente tra le nuove generazioni, attente alle tematiche ambientali, e da un altro di raggiungere un vantaggio competitivo.

Infatti, questo nuovo approccio non solo si traduce in un avvicinamento a tematiche di CSR ed economia circolare, ma ha anche un risvolto economico, dal momento che mira ad impattare su tutta la filiera produttiva.

Si cerca, pertanto, di creare un vero e proprio assetto collaborativo, non solo tra partner e Zalando, ma anche con i clienti, al fine di attuare un reale cambiamento. Ciò è stato chiaramente sottolineato dal co-Ceo David Schneider:

«I clienti devono avere accesso facilmente alle informazioni, così da poter scegliere la sostenibilità in maniera consapevole».

Dunque, la società tedesca cerca di generare una maggiore educazione alla sostenibilità del consumatore, così che possa scegliere consapevolmente i brand e le piattaforme ove effettuare i suoi acquisti. La speranza è che l’esempio di Zalando spinga sempre più brand a lanciare collezioni di moda sostenibile.

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