Il q-commerce è il futuro degli acquisti online?

Lo chiamano q-commerce, diminutivo di quick commerce. È il commercio veloce, sempre più diffuso in molti Paesi, Italia compresa. Promette di recapitarci direttamente a casa tutto ciò di cui abbiamo bisogno nel minor tempo possibile; sarà il futuro degli acquisti online?

Una lettera che fa la differenza

C’era una volta l’e-commerce, il commercio elettronico (la “e” sta appunto per electronic) di cui ormai non potremmo fare a meno.

Abbigliamento, prodotti per la casa o la persona, medicinali e, non da ultimi, prodotti alimentari, ordinati comodamente dal nostro smartphone e recapitati direttamente a casa con la possibilità di acquistare in qualunque momento, avendo un’ampia scelta e pagando con transazioni sicure.

I tempi di spedizione sono variabili, ma in media non superano i 2-3 giorni lavorativi. Se si parla di cibo ordinato da pub e ristoranti, invece, ci aggiriamo intorno alla mezz’ora. Di più in occasioni particolari o durante il weekend. Consegne veloci dunque, ma non abbastanza. Ed ecco che la “e” viene sostituita dalla “q”, e l’e-commerce diventa quick.

E-commerce vs q-commerce
Il q-commerce rappresenta la terza generazione del commercio. Fonte: delivery hero

La principale promessa? Ordini recapitati a casa in brevissimo tempo, anche in soli 10 minuti. Consegne che da veloci diventano ultra veloci. A ben vedere, però, e-commerce e q-commerce non sono perfettamente sovrapponibili. Soddisfano infatti esigenze diverse, e si rivolgono a tipologie di consumatori differenti. Prima di analizzare le principali caratteristiche del q-commerce, facciamo un passo indietro, ripercorrendo la sua storia.

Breve storia del q-commerce

Avete presente quando state cucinando, ma vi accorgete che vi manca un ingrediente? Le nostre nonne avrebbero chiesto alla vicina, le nuove generazioni, invece, possono contare sul q-commerce. In origine, infatti, il q-commerce nasce proprio per soddisfare esigenze di questo tipo: la necessità di avere un prodotto – sia esso food o meno – nel minor tempo possibile.
È quanto raccontato in questo breve video da una delle prime startup ad essere entrata nel mercato, la tedesca Delivery Hero.

La pandemia da Covid-19 ha poi contribuito a consolidare questa formula, tanto che oggi sono numerose le aziende che puntano su questa tipologia di commercio veloce. Oltre alla sopracitata Delivery Hero, che ad oggi è presente in oltre 50 Paesi, anche la spagnola Glovo ha di recente dichiarato di voler intraprendere questa strada. L’obiettivo dell’azienda è avere, entro la fine del 2021, 100 dark stores – i magazzini dedicati al commercio veloce, di cui parleremo tra poco – dislocati in tutta Europa.

Non solo privati, però: il q-commerce oggi viene utilizzato anche da molte piccole realtà, come bar, ristoranti o negozi, per rifornirsi velocemente. E soddisfare le richieste dei clienti quasi in tempo reale.

Le caratteristiche principali

Quali sono gli elementi che caratterizzano il quick commerce? Quali aspetti lo differenziano dall’e-commerce? Vediamo insieme i principali.

  • Tempi di consegna brevi (o anche brevissimi): questa è innegabilmente la caratteristica principale di tale servizio ed è ciò che i consumatori si aspettano usufruendone;
  • Selezione di prodotti: tramite il q-commerce è possibile ordinare prodotti selezionati, come generi alimentari, farmaci e beni di prima necessità. Scelta minore, dunque, a fronte di una disponibilità immediata;
  • Mezzi di trasporto veloci: niente camion da centinaia di tonnellate, il commercio veloce predilige mezzi capaci di muoversi con facilità nel traffico cittadino, come biciclette o motorini.

Il q-commerce riesce dunque a garantire tempi così brevi perché punta su ordini di piccola entità, da preparare e consegnare rapidamente. Se dovessimo tracciare il profilo di una buyer persona ideale, sarebbe un individuo con poco tempo da dedicare a fare acquisti, che vive da solo o in un piccolo nucleo familiare.

Questi tre elementi, però, da soli non bastano: ciò che rende possibile il funzionamento di questo meccanismo sono i dark stores. Scopriamo insieme cosa sono.

Come funziona il q-commerce: dark stores e prossimità

Q-commerce e geolocalizzazione
La geolocalizzazione è uno degli aspetti fondamentali del q-commerce. Fonte: degg

Una delle questioni fondamentali del commercio in generale è la logistica. Stoccaggio e trasporto delle merci sono aspetti cruciali, da cui dipende l’intero apparato di vendita. Nel q-commerce ci si affida ai dark stores, magazzini di medie dimensioni dislocati in punti strategici.

Questa distribuzione capillare permette di accorciare notevolmente i tempi di consegna, lavorando sul cosiddetto ultimo miglio, ovvero il tratto che l’ordine percorre dal magazzino alla destinazione finale. Più questo tratto è breve, più veloce potrà essere la consegna.

È per questo che la geolocalizzazione dei clienti è fondamentale: sapendo da dove è partito l’ordine, è facile individuare il dark store più vicino da cui prelevare i prodotti.

Abbiamo davvero bisogno del “tutto e subito”?

I detrattori del q-commerce puntano il dito sulla questione etica, chiedendosi se sia così necessario ricevere la spesa a casa in pochi minuti, costringendo gli addetti a lavorare a ritmi molto sostenuti. Non solo durante la preparazione dell’ordine, ma anche durante la consegna: per fare prima i rider potrebbero infatti mettere a rischio la propria incolumità.
Anche la questione economica, poi, è posta sotto i riflettori. Contratti precari e retribuzioni minime sono due  fattori critici evidenziati da più parti.

A questo punto è però necessaria una precisazione: entrambe le questioni non sono direttamente imputabili al commercio veloce, ma sono preesistenti. Delle condizioni di lavoro dei rider si dibatte infatti da molto tempo, e sono stati compiuti passi avanti in questo senso.

D’altro canto, per rispettare i tempi di consegna ristretti è necessario lavorare in un certo modo. Ciò, tuttavia, non dovrebbe significare costringere gli operatori a ritmi massacranti, bensì puntare su efficienza ed organizzazione. Per avere lavoratori sereni e clienti soddisfatti.

Il futuro del q-commerce

Al netto delle critiche, la strada del q-commerce sembra essere in discesa. E due sembrano essere le principali direttive che saranno alla base del commercio veloce nel prossimo futuro: sostenibilità e tecnologia.

Il futuro del q-commerce
Pacchi che si consegnano da soli: sarà questo il futuro del q-commerce? Fonte: economyup

Da un lato, packaging sostenibili, mezzi di trasporto ecologici e supporto ai commercianti del territorio. Dall’altro, droni, intelligenza artificiale, robotica. Tra qualche anno la spesa contenuta in buste 100% riciclabili ci verrà recapitata da un drone? Non è una prospettiva tanto irrealistica. Anzi, la realtà attuale ci va molto vicina.

Una cosa è certa: il mondo va sempre più veloce, e così anche gli acquisti. A noi non resta che farci l’abitudine.

Per qualsiasi segnalazione relativa al contenuto dell’articolo, contattaci pure a [email protected] fornendo tutte le informazioni necessarie per risolvere tempestivamente la segnalazione.

Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp