Perché LOL ha contagiato proprio tutti?

Abbiamo già visto come l’effetto LOL ha portato alla creazione di molte campagne di instant marketing, ora è arrivato però il momento di chiedersi perché lo show ha fatto impazzire tutti.

Come è stato possibile che un programma dal concept così semplice si è diffuso così tanto? Un’ottima strategia di marketing è sicuramente una delle cause.

Un format innovativo

LOL si può definire un format innovativo, una ventata fresca rispetto agli altri prodotti italiani. Proprio questa sua caratteristica ha contribuito in parte al suo successo.

Il programma infatti è ispirato ad un altro “Amazon Original” giapponese: HITOSHI MATSUMOTO Presents Documental. L’originale asiatico ha riscosso così tanto successo da essere riproposto con alcune varianti in Australia, Messico, Germania, Francia, Spagna e infine in Italia.

Locandina
Locandina del programma giapponese. Fonte: Amazon.com

Ne risulta un format che riunisce in sé due anime: quella del talent e del reality, una vera e propria novità. La vicinanza di LOL al reality ha permesso al pubblico di immedesimarsi meglio nei comici e interagire con loro, oltre che ad assistere alla gara.

Durata e struttura delle puntate sono un altro punto a favore del programma poiché hanno una lunghezza di circa 30 minuti, diventando così per gli spettatori un piccolo momento di evasione non troppo impegnativo per quanto riguarda le tempistiche, rispetto ad altri format a cui la TV italiana ha sempre abituato.

Anche il montaggio fa la sua parte, in quanto la scelta di tagliare la risata o il sorriso del comico, ha reso possibile l’interazione con il pubblico, creando in esso una sorta di suspance per le sorti di un personaggio con cui ha legato e interagito.

Infine, bisogna tenere presente che il rilascio delle puntate non è stato lasciato al caso, mandando in onda il programma con le prime quattro puntate l’1° aprile, e le ultime due durante le festività pasquali. Il pubblico ha così prima conosciuto lo show e legato con il cast, successivamente ha dovuto aspettare per proseguire, lasciando spazio agli spettatori di diffondere il programma sui social, fare ipotesi sul papabile vincitore e tentare di indovinare le prossime espulsioni dal gioco.

A tutti gli effetti, Prime Video con il programma si è nettamente differenziato da Netflix, segnando un decisivo scacco matto per il competitor.

Il conduttore giusto al momento giusto

Non è un caso che proprio Fedez sia stato scelto come conduttore di LOL, il rapper può infatti affermare di essere all’apice della sua popolarità.

Fedez
Fonte: APMagazine

Fedez è sempre più conosciuto e apprezzato dal largo pubblico. La sua immagine infatti ispira senza dubbio simpatia e dolcezza, sia grazie alle sue esibizioni al Festival di Sanremo sia grazie alla nascita di Vittoria, la secondogenita. In entrambi i casi il rapper si è reso agli occhi del pubblico vulnerabile ed estremamente dolce, in poche parole umano.

La produzione di LOL non poteva compiere una scelta migliore in termini di comunicazione marketing, scegliendo lui come conduttore, ormai conosciuto da tutti anche grazie al Festival, ma soprattutto amato e a cui gran parte del pubblico si sente vicino per via della sua presenza quotidiana sui social media.

Oltretutto il conduttore è stato accompagnato da Mara Maionchi, i due hanno così formato l’accoppiata vincente. Mara è più vicina al mondo della TV, ha così attirato quella specifica fetta di pubblico, mentre Fedez è più rivolto al web, chiamando a guardare LOL i più giovani.

LOL
Mara Maionchi e Fedez in LOL. Fonte: ELLE

In poche parole, molti hanno visto lo show soprattutto per la presenza di Fedez alla conduzione.

Un cast perfetto

Ad accompagnare il fantastico duo non poteva esserci un cast migliore: 10 comici perfetti per questo nuovo format. Anche in questo caso gli autori del programma non ne hanno sbagliata una.

LOL
Il cast di LOL. Fonte: cdt.ch

I comici scelti sono anche loro molto conosciuti, ma in modo trasversale: ElioLillo per esempio da un pubblico più adulto, mentre CiroFruFrank Matano dai giovanissimi. Non mancano certo Luca Ravenna, Katia Follesa, Michela Giraud, Caterina Guzzanti e Pintus a soddisfare un pubblico più settoriale. La scelta di questi determinati comici ha così permesso di riunire difronte alla TV dai più giovani ai più grandi, garantendo al programma un vasto pubblico potenzialmente interessato.

La diffusione sui social

Il grande motore di LOL è stato però il supporto dei social. In poco tempo le battute dello show sono state condivise da chiunque e su ogni piattaforma sono stati pubblicati meme di qualsiasi tipo. Tutti hanno iniziato a parlare del programma, spingendo chi ancora non lo aveva fatto, a vederlo per non rimanere esclusi dalla bolla sociale.

LOL
Meme ‘So Lillo’ sui social. Fonte: Facebook.

Un così alto share su tutti i social, da Facebook a TikTok, è stato possibile perché le battute sono semplici e facilmente adattabili ad ogni contesto. Tra quelle diventate virali si ricordano sicuramente “So Lillo“.

Poche semplici parole capaci di diventare subito iconiche. Alcune battute sono addirittura solo visive, come Elio vestito da Gioconda o Posaman: anche solo immaginando le scene sono capaci di far ridere.

La semplicità che le caratterizza le rende adattabili a tutti i meme e facili da condividere.

LOL
Meme sul personaggio ‘Posamen’ diventato virale. Fonte: Facebook

I meme più divertenti sono stati ricondivisi dagli stessi protagonisti del cast, come gli stessi Fedez e Frank Matano, facendoli diventare ancora più virali.

Una simpatica evasione dalla pandemia

Il periodo storico in cui tutto il mondo si trova ha aiutato il successo della trasmissione. Questa è giunta su tutti gli schermi durante il periodo pasquale in piena ‘zona rossa’ nazionale, diventando quindi una piccola evasione da una realtà fin troppo opprimente.

LOL non è solo divertente, ma anche leggero, con sketch non particolarmente complessi o difficili da capire, completamente sradicati dalla realtà. Tutto ciò ha permesso al programma di affermarsi su vasta scala.

Le puntate inoltre sono brevi e molto veloci. Il format quindi ha tutte le caratteristiche per diventare l’ancora di salvataggio di molti, in particolar modo in questo determinato momento.

In poche parole, la struttura del programma, la conduzione, i partecipanti con la semplicità delle loro battute, il rilascio della trasmissione in un periodo così delicato e particolare contribuiscono a creare un mix invincibile che ha permesso di contagiare tutti.

La questione “LOL-gate”

Solo pochi giorni dopo la fine della versione italiana è però scoppiato un dibattito sul presunto plagio compiuto dai comici Elio e Lillo. Si è infatti scoperto che alcune gag sono già presenti nella versione tedesca del format, ovvero il travestimento da Gioconda di Elio e il numero di magia di Lillo. I due comici sono stati così accusati di aver copiato le versioni straniere.

LOL
La Gioconda della versione tedesca. Fonte: Tv Fanpage

Sulla questione si è espresso lo stesso Lillo, che durante un’intervista per il Corriere ha detto:

“Ho subito dichiarato l’autore. Ad ogni modo, il concetto di LOL è far ridere gli altri, non necessariamente con cose del proprio repertorio. […] Anche le barzellette non le ho inventate io. Ma mi facevano ridere. Posaman o la frase ‘so Lillo’ è chiaro che vengono da me, ma è un gioco, una sfida in cui ognuno usa le armi che gli fanno più ridere”.

Risulta normale quindi che tra le varie versioni vi siano degli sketch uguali e non improvvisati, un fil rouge che le lega tutte, così come accade per altri format. Vi è poi da sottolineare come lo stesso comico tedesco si è ispirato ad uno sketch esistente, proprio quello del Mago Lioz, presentato ad America’s Got Talent.

Nonostante il caso sia stato molto discusso, LOL non ha subito alcun danno di immagine, in quanto i due comici non hanno violato alcuna regola, grazie anche alla solidità del programma.

Tutti i fattori che lo compongono e che gli hanno garantito il successo, sono ben architettati, tanto da rendere lo spettacolo stabile. In ultimo, le polemiche si sono scatenate poco dopo la fine di LOL, che orma si era consolidato nell’immaginario comune.

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